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Bob Dylan: nelle sue canzoni inseriti misteriosi “messaggi criptati” a sfondo esoterico e paranormale

Bob Dylan, di recente insignito con il premio Nobel per la letteratura, nel 1966 cantava che per “Per vivere fuori dalla legge bisogna essere onesti”. Personaggio fuori dagli schemi, quanto anomalo, il cantautore statunitense è passato alla storia per via dei suoi testi, visionari, esoterici e spesso criptici. Appassionato di tarocchi e giochi di carte in generale, ha più volte inserito nelle sue canzoni messaggi criptati che secondo alcune teorie costituirebbero dei poemi segreti con significati ben precisi e congegnati, per un disegno Divino.

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Durante le esibizioni live, sono in molti a segnalare alcuni disegni particolari, come ad esempio l’occhio onnisciente di Horus.

Il suo interesse per le filosofie esoteriche è evidente anche per quanto riguarda le esibizioni live, e in molti ricordano di quando in tour suonava con alle spalle l’occhio onnisciente di Horus. Eppure, mentre questo risulta un elemento marginale e non approfondito, il legame tra Bob Dylan e il gioco d’azzardo, in special modo il poker, è lungo e duraturo. Spesso si è fatto ritrarre mentre giocava con il suo gruppo a carte, e non è un caso se la copertina del suo ultimo disco, Fallen Angel, raffigura una mano ben curata con quattro carte tra le dita.

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misteriosa entità compare davanti al cantante Bob Dylan

Negli ultimi anni la sua presenza fissa a Las Vegas, dimostra che esiste un legame tra questo musicista e il tavolo verde, in pratica la stessa filosofia che vige nel sito online di Mr Green. In una famosa intervista, alla domanda del cronista su come fosse in grado di stare sulla scena da così tanto, rispose che il motivo era dovuto al saper leggere le carte. Eppure i segni più evidenti restano quelli legati al poker e ai tarocchi come nei brani Lily, Rosemary and Jack of Hearts o Changing of the guards, dove fa riferimento esplicito al gioco in correlazione alle vicende amorose. Nel film Lucky You, ambientato durante le World Series di Poker, Dylan figura nella colonna sonora con ben tre brani, tra cui l’inedito Huck’s tune, canzone dedicata alla vita del protagonista, giocatore d’azzardo professionista e figlio d’arte. Nella prima parte della sua carriera, Dylan esalta l’immagine del rambler gambler, ossia del giocatore d’azzardo e vagabondo, ricorre nelle sue liriche, così come nell’esecuzione di brani tradizionali come House of the rising sun e Rambler, gambler, registrati o spesso eseguiti dal vivo.  

Celebre poi un suo brano pubblicato su The Bootleg Series 1-3 intitolato Rambling Gambling Willie, dove il protagonista racconta la storia di un uomo che si autodefiniva il più grande giocatore d’azzardo della storia. “Giocò alla Casa Bianca, e nei piazzali della ferrovia, ovunque c’era gente, c’erano lui con le sue carte.” C’è da parte di Dylan qui un tentativo di far rivivere lo spirito di Mark Twain e dei battelli a vapore, dove spesso si giocava a poker. Un’epopea americana che è parte integrante del mito e della nascita di una nazione, che secondo alcuni storici è stata fondata sul gioco d’azzardo, sul whisky e sulla prostituzione. Lo stesso tipo di poetica che è alla base del film di Robert Altman, I compari.  

Redazione Segnidalcielo

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