Planet X Nibiru

Avvistato un pianeta solitario dieci volte più grande di Giove. Non appartiene a nessun Sistema Solare

Come riportato dalla NASA-JPL e in Italia dall’agenzia di stampa ANSA, sarebbe stato individuato da alcuni astronomi dell’Università di Toledo (Ohio-USA) , un pianeta solitario, un vagabondo tra le stelle che non appartiene a nessun sistema solare.

Potrebbe avere una massa dieci volte superiore a quella di Giove ed è sulle sue tracce il telescopio spaziale Wise della Nasa. Descritto su The Astrophysical Journal, il pianeta è stato scoperto dal gruppo coordinato da Adam Schneider, dell’università di Toledo in Ohio.

posizione wiseaj1147

Il pianeta solitario si chiama Wisea 1147 ed è giovanissimo: ha appena 10 milioni di anni, contro i 4,5 miliardi della Terra. Si trova tra le stelle del gruppo TW Hydrae, distante circa 150 anni luce. Studiarlo potrebbe aiutare a scoprire l’origine di questi mondi vagabondi, che secondo gli esperti potrebbero essere molto numerosi nella nostra galassia.

Non è chiaro per esempio se i pianeti vagabondi siano stati espulsi dai loro sistemi solari o siano in realtà stelle mai nate, chiamate nane brune, perché troppo piccole per innescare la fusione nucleare in grado di farle brillare. W1147 potrebbe avere una massa dieci volte superiore a quella di Giove.

Una delle ipotesi più accreditate al momento è che Wisea 1147 sia una nana bruna, ossia una stella simile a quelle che sono vicine al pianeta ma che non è riuscita ad ‘accendersi’. Secondo Schneider solo ”il suo monitoraggio continuo, potrà aiutare a ricostruire la storia di Wisea 1147”.

Lo studio di questi mondi solitari è un campo caldo dell’astronomia e gli astronomi sono interessati a questi corpi celesti perché sono più facili da osservare rispetto ai pianeti che ruotano intorno alle stelle, che sono ‘oscurati’ dalla luce dei loro astri. Il loro studio, sottolineano gli autori, potrà aiutare a comprendere meglio anche i pianeti esterni al sistema solare.

La missione del telescopio spaziale WISE, è stata lanciata il 14 dicembre 2009 dalla base di Vandenberg in California, è stata in attività fino all’inizio del 2011, immortalando all’infrarosso milioni di oggetti tra cui stelle, asteroidi e galassie remote. Per la comunità scientifica, quindi, la mole di dati di WISE che è stata archiviata e piano piano viene studiata dal team di astronomi della NASA-JPL, costituisce tuttora una vera e propria miniera che continua a riservare sorprese. Dopo due anni di meritato riposo, nel settembre 2013 la sonda è stata rimessa in funzione dalla NASA con l’obiettivo di scrutare i NEO (Near Earth Objects) e per l’occasione è stata ribattezzata NEOWISE.

Redazione Segnidalcielo

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