Cambiamenti Climatici Disastri Ambientali Earth Changes

Allarme della NASA, lo scioglimento dei ghiacci sta facendo aumentare il livello dei mari

I dati presentati dai climatologi prevedono un innalzamento notevole di mari e oceani a causa dello scioglimento dei ghiacci: una minaccia per le città costiere. Dal 1992 l’aumento complessivo del mare è stato di 8 centimetri, ed entro la fine del secolo l’innalzamento potrebbe raggiungere i 90 cm, mettendo a rischio numerose città e comunità costiere in tutto il globo.

Studiando i dati satellitari degli ultimi 23 anni, gli esperti hanno registrato una crescita del mare non uniforme: in alcune aree della Terra l’aumento è stato di 25 cm, mentre in altre, tra cui la costa ovest degli Usa, si è verificato un abbassamento dovuto alle correnti oceaniche e a cicli naturali come l’oscillazione pacifica decadale, che per ora “nasconde l’impatto del riscaldamento globale”.

Risultati immagini per Miami, global warming

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Tale impatto, però, non tarderà a manifestarsi in tutto il globo. Nel 2013 l’IPCC delle Nazioni Unite ha stimato fra i 30 e i 90 cm l’innalzamento del livello del mare entro il 2050. Per Steve Nerem, a capo del Sea Level Change Team della NASA, «è abbastanza certo che il livello del mare si alzerà di 90 cm, ma non sappiamo se avverrà entro questo secolo o un po’ più in là».

A rischio ci sono 150 milioni di persone che nel mondo vivono in aree costiere “basse”, a non più di un metro sopra il livello del mare, come ha ricordato il direttore della divisione di Scienze naturali della NASA, Michael Freilich. Per la maggior parte si tratta di asiatici, in paesi poveri come il Bangladesh e in città moderne come Tokyo e Singapore, che potrebbero essere interamente sommerse. Ma il pericolo interessa anche l’Occidente, ad esempio la Florida, con le strade di Miami già periodicamente allagate per le alte maree.

Secondo gli esperti, all’innalzamento hanno contribuito in egual misura l’espansione degli oceani sempre più caldi, lo scioglimento delle calotte della Groenlandia e dell’Antartide e la fusione dei ghiacciai montani. Il destino delle calotte polari appare il più incerto, e quello maggiormente in grado di velocizzare l’aumento del livello del mare. Negli ultimi 10 anni, stando ai satelliti, l’Antartide ha perso in media 118 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno; la calotta della Groenlandia addirittura 303 miliardi.

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Milioni di persone dovranno lasciare le proprie abitazioni nelle zone costiere

Gli scienziati dicono che l’allagamento di molte città costiere è “irreversibile” grazie allo scioglimento dei ghiacciai in tutto il mondo in una tendenza che può rallentare, ma non fermarsi. L’innalzamento del livello del mare per lo scioglimento dei ghiacciai, causato dal riscaldamento globale,  costringerebbe “milioni di persone” a lasciare le loro case nelle zone costiere.

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Twila Moon, una scienziata che lavora presso l’Università del Colorado (USA), è autrice di una ricerca pubblicata sulla rivista Science, che ritiene come gran parte della «massa fusa di ghiacci è irreversibile ed è il risultato dei cambiamenti climatici causati dall’uomo».

Twila Moon afferma che alcune delle maggiori città costiere di tutto il mondo potrebbe iniziare a risentire delle inondazioni già a partire dal 2050 se non prima. L’accademica avverte che se non si interviene in modo significativo, «vedremo Miami scomparire sotto l’acqua». Secondo la scienziatao, la distruzione delle infrastrutture delle coste di tutti i continenti continuerà per decenni e secoli.

Redazione Segnidalcielo



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