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Dalla
Conferenza "SIGNS" di Roma
Si è svolta a Roma,
nell’abituale ed elegante cornice di Villa Sciarra, nelle
strutture ricettive di Villa Maria, l’interessante convegno
“Signs”, organizzato da Massimo Fratini per fare il punto su
quelli che un po’ impropriamente vengono definiti “cerchi
nel grano”. L’appuntamento riveste una certa importanza,
soprattutto dopo la stagione estiva, perché permette a tutti
gli studiosi di fare luce sull’aspetto evolutivo del
fenomeno, dato che in estate si manifesta con maggior
potenza, e ciò coincide con l’aumento del magnetismo della
Terra e, banalmente, con la crescita delle spighe, anche se
occorre ricordare che non è l’unica varietà vegetale
coinvolta nel fenomeno.
Il convegno parte
subito forte con Maurizio Baiata, che apre citando documenti
e fonti attendibili che ci dicono di come un’informazione
libera e onesta sia una chimera, di come tutto direttamente
e indirettamente sia controllato e diretto: se la nostra
fosse una società dove capitano crimini e misfatti e c’è
sempre una stampa vigile e attenta vivremmo in uno stato
delle cose di gran lunga migliore di quello di oggi.
Maurizio cita un’esortazione di J.F. Kennedy per una stampa
libera e un interessante documentario scaricabile sul sito
www.zeitgeist.com
L’introduzione è ideale
al tema dei cerchi del grano, perché anche questa è una
storia dove le cose sono due: o noi che sosteniamo la
veridicità di molte formazioni siamo più intelligenti nel
cogliere le sfumature, o chi le confuta ha semplicemente i
paraocchi, o è succube della manipolazione di cattiva
informazione. Non è possibile che una persona ragionevole
non voglia prendere in considerazione tutte le diversità
interne, esterne e inerenti alla formazione rispetto ai
“falsi”: intrecci, piegamenti delle spighe con i loro
cambiamenti singolari, forti anomalie termiche ed
elettromagnetiche, impossibilità tecnica ad eseguire
formazioni senza lasciare impronte, molteplici strati. Il
professor Vittorio Marchi, fisico quantistico, è una delizia
per le orecchie, un uomo in grado di cogliere tutti gli
aspetti logici, scientifici e semiotici di questa e altre
fenomenologie. Pochi conoscono la straordinaria convergenza
fra cerchi nel grano e il famoso rapporto matematico della
“sezione aurea” e dell’inclinazione delle piramidi egizie, e
ciò evidentemente non può essere frutto di un’operazione
furtiva e notturna di qualche circlemaker. Noi siamo onde
energetiche che viaggiano – sottolinea Marchi - e che sono
impostate secondo una frequenza. Questa è sempre più la
nuova frontiera della fisica. Noi siamo ciò che siamo in
quanto frutto di una “convergenza di sistema”, il nostro
mondo, anche fisico, di essere sulla Terra è solo un valore
relativo non assoluto; è una circostanza.
Se da un lato però i
crop circles ci parlano di un linguaggio, magari in parte
endogeno della madre Terra e dei suoi abitanti, dall’altra
ci sono cerchi che ci parlano di un linguaggio antropico di
culture spaziali diverse, ma legate a noi da un legame
profondo.
Significativa la
“passerella” presentata da Pino Morelli di alcune sequenze
cinematografiche, fra le quali segnalo e solo per brevità,
quella della grande onda di “Abyss” e “Last Wave”, oltre che
il film semisconosciuto “Blueberry”. Anche nelle profezie
cristiane si parla di una grande onda che potrebbe partire
dalle coste del Portogallo fino agli Stati Uniti, oltre ad
altri avvenimenti. Come nel caso dei rapimenti alieni ci
sono scenari tipici e fortemente caratterizzati, tali da non
appartenere a nessuno schema fisso relativo a psicosi, con
la complicità di un immaginario creato da scene di fiction.
Andy Thomas è uno dei
più autorevoli studiosi internazionali della fenomenologia
dei crop circles. Una delle cose poco conosciute sui cerchi
del grano è che nella quasi totalità sorgono in luoghi dove
c’è una forte presenza di grandi falde acquifere.
Giustamente, perché un truffatore o “buontempone” dovrebbe
fare delle formazioni con così certosina attenzione alla
presenza o meno di acqua nel profondo sottosuolo, dato che
vi sono immense distese di grano anche e di più dove non vi
sono falde acquifere. I messaggi dei crop circles sono
diretti a tutti, e non vi è esclusività di alcun genere
,solo per il fatto che capitino in gran parte nel sud
dell’Inghilterra.
La rassegna delle
tracce di Andy Thomas, con gli ultimi arrivi del 2007, è
ricchissima e piena di foto e spiegazioni.
Stefano Mayorca,
autorevole studioso di simbologia ed esoterismo, con molte
pubblicazioni anche in Francia e Spagna, ci introduce al
valore del simbolo e ci spinge ancora di più a cogliere il
valore simbolico dei cerchi nel grano.
Massimo Fratini, che
coordina ottimamente tutte le fasi del convegno, si
concentra in modo peculiare sul pittogramma apparso il 7
Luglio, che è una rappresentazione dettagliata di Om. È un
simbolo sanscrito diffuso in Estremo Oriente, che
sostanzialmente sta a significare “l’uomo che si divinizza”;
simboleggia l’unità che siamo e ci connette con essa aprendo
una via verso la conoscenza superiore. Ricordiamo che il
nostro DNA è biofotonico, percepisce ed elabora suoni e
immagini dello spazio fisico. L’annata 2007 rappresenta un
ulteriore passo nella “strategia della comunicazione
interiore”; “Om” o “Aum” non è affatto l’unica formazione
ricca e interessante della primavera-estate trascorsa e che
Massimo ci presenta, assieme alla sempre più incisiva
apparizioni di wormholes e ad approfondimenti archeologici
che mettono tutto ciò anche in relazione alle culture
antiche e ai tunnel di comunicazione che si aprono nel
nostro spazio interno ed esterno.
Anche Pablo Ayo fa uno
studio sui cerchi nel grano teso a raccordare il mitico
regno sotterraneo di “Agartha”, la presenza di grotte e i
“mandala” dei monaci tibetani.
Adriano Forgione ci
offre motivi di approfondimento relativi ai suoi studi, a
mio avviso i più convincenti assieme a quelli di Vittorio
Marchi e Massimo Fratini, anche se naturalmente molti
interrogativi permangono, ma non sulla validità e la realtà
fenomenica dei cerchi nel grano.
Una considerazione,
relativa al film di M. Night Shyamalan del 2006, “Lady in
the Water”, che consiglio di vedere: se l’uomo è già
proiettato verso un futuro imminente e radioso - molte
espressioni profetiche dei carismi cristiani e apparizioni
mariane sono orientate in tal senso - e invece la realtà
diffusa è di segno opposto, allora vuol dire che questo può
realizzarsi solo in modo traumatico. Come può il mondo
cambiare rotta in modo così peculiare, per esempio dopo il
2012, anno del compiersi delle profezie, quindi in poco
tempo, se non con avvenimenti forti ed epocali? Come
altrimenti? I “segni dal cielo” (un UFO) non sono mancati
neanche nella conferenza, immortalati da alcuni scatti
fotografici, a noi il compito di coglierli nel modo
migliore.
Loro ci osservano!
Gino Pitaro
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