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LA TERRA E' IN
PERICOLO?
"La salveranno
gli alieni"

PARMA, 15 SETTEMBRE – Ardenti
sfere luminose di circa 60 metri di diametro prodotte da un
apparato tecnologico extraterrestre costruito in
Siberia centrale, deviano e distruggono i corpi
celesti (meteoriti) in rotta di collisione con la Terra.
Il misterioso generatore di energia, che si trova ad una
profondità indefinita del pianeta, avrebbe gìa salvato il
nostro pianeta nel lontano 1908, quando a Tunguska,
in Siberia, esplose un meteorite.
Questa teoria, elaborata da due studiosi come
Costantino Paglialunga, chimico che ha svolto
numerose ricerche nel territorio russo e Valery
Mikhailovich Uvarov, capo del Dipartimento di
Ricerche Ufologiche di San Pietroburgo, è
stata spiegata in modo dettagliato da Gianluca
Viappiani, consigliere astrofilo del Centro Galileo
di Parma.
Durante l'incontro moderato da Giorgio Pattera,
vicepresidente del Galielo e responsabile scientifico
nazionale del centro ufologico nazionale, che si è svolto
venerdì sera nella sala convegni del quartiere Cittadella,
Viappiani ha mostrato foto, video e riportato le parole dei
molti testimoni oculari dell’evento.
Il misterioso apparato tecnologico
Il luogo dove è posto il macchinario si troverebbe
nell’altopiano della Siberia Centrale, una zona impervia,
dove le leggende narrano di "fulmini ardenti", di "sfere
fiammeggianti" e di tremende esplosioni. Nella zona sono
stati trovati degli oggetti di struttura metallica,
sconosciuti alla scienza terrestre, la maggior parte dei
quali interrati nel permafrost siberiano.
Altri oggetti simili, sempre misteriosi, sono stati
rinvenuti in superficie. Le strutture sono costruite di un
materiale sconosciuto, simile allo smeriglio.
L’evento e le sfere luminose
Sono le ore 7 e 15 del 30 giugno 1908, il
corpo celeste frantumato esplode, polverizzato intercettato
e colpito da diversi globi di plasma.
Trentotto minuti prima della distruzione del corpo celeste
di Tunguska il generatore di energia entrò nella sua fase
culminante: ebbe inizio la generazione delle sfere.
Nel cielo erano presenti diversi oggetti, provenienti da
direzioni diverse, si spostavano lentamente paralleli alla
superficie terrestre, talvolta fermandosi e cambiando
traiettoria e velocità. (Le testimonianze parlano di cerchi
infuocati di dimensioni gigantesche)
Il grande meteorite che penetrò l’atmosfera a 16,5
chilometri al secondo, fu colpito ben nove volte da
altrettante sfere luminose.
Il primo impatto avvenne a 10mila metri di
altezza. I frammenti rimasti, continuarono la loro rotta
verso la Terra dove vennero intercettati e polverizzati
dalle altre sfere di plasma. Quando giunse sulla superficie,
il corpo celeste aveva dimensioni ridotte: gli studi
scientifici parlano di 60 – 80 metri di
diametro.
L’intervento del misterioso apparato tecnologico siberiano
avrebbe dunque salvato la Terra da un disastro di dimensioni
epocali.
Ma non solo in quell'occasione. Secondo le ricerche di
Gianluca Viappiani sembrerebbe essere in
atto un’inversione di tendenza cominciata 30mila anni fa,
tra corpi cosmici che impattano con la Terra a quelli che
esplodono in aria (si parla di corpi celesti di grandi
dimensioni).
“Forse un ulteriore indizio a favore dell’ impianto
siberiano che fermerebbe questi mostri dello spazio”,
conclude il consigliere del Galileo.
(Gianluca Viappiani - Matteo Garofano)
15/09/2008
fonte:www.parmaok.it
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