Vertice alla NASA
svoltosi l'8 Giugno 2010
TEMPESTA
SOLARE:
TUTTE LE
TV MONDIALI NE PARLANO E IN ITALIA?
Riunione informativa di
Segnidalcielo
Purtroppo l'informazione
mediatica in Italia non ha mai funzionato, anzi al massimo
vediamo un Capitan Ventosa che sfreccia qua e la per
risolvere problemi banali ma non gravi come quello che sta
per accadere. Questo non è allarmismo anzi è un invito a
prendere le dovute precauzioni per essere pronti ad un
appuntamento, che la natura stessa ci ha già trasmesso molti
e molti anni fa. Ora non ci rimane che prendere sul serio le
parole di illustri scienziati
come Richard Fisher della Nasa e Tom Bogdan, che dichiarano:
"la
nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità
alle tempeste solari senza precedenti, Siamo, infatti,
dipendenti dalle apparecchiature elettroniche. L’onda di
particelle, tra i suoi effetti, potrebbe sortire anche
quello di mandare in tilt i nostri satelliti. Potremmo,
nell’arco di poco tempo restare al buio, senza energia
elettrica e comunicazioni. Il primo segno di pericolo
verrebbe quando le radiazioni iniziassero a disturbare
segnali radio e dispositivi GPS. Dieci o venti minuti dopo,
i satelliti commerciali che trasmettono conversazioni
telefoniche, TV ed informazioni di ogni genere sarebbero
praticamente spazzati via".
Nel frattempo il Team Segnidalcielo sta per organizzare una
riunione informativa importante con tutti i lettori del
portale
Segnidalcielo.it.
In questa riunione si farà il punto della situazione
riguardante il pericolo imminente della tempesta solare.
Quindi non perdete d'occhio il portale e presto vi
comunicheremo il luogo e la data della riunione e il
recapito telefonico per prenotarvi. Un saluto da Massimo
Fratini
ECCO LA NOTIZIA
PUBBLICATA DA
ENASA
SCIENCE NEWS E
SCHWARTZ REPORT
dal SchwartzReport del
7 giugno 2010
Sappiamo dalle prove
sperimentali e dalla storia del passato che, dall'aumento
dell'attività solare, dovremmo aspettarci ogni tipo di
conseguenze culturali.
NASA
Science News
Terra e spazio stanno per entrare
in contatto in un modo del tutto nuovo per la storia umana. Per
prepararsi, le autorità di Washington DC hanno tenuto un
incontro: The Space Weather Enterprise Forum al Club Nazionale
della Stampa lo scorso 8 giugno.
Richard Fisher, capo della
Divisione di eliofisica della NASA, spiega di cosa si tratta:
"Il sole si sta risvegliando da
un sonno profondo, ed entro pochi anni ci aspettiamo livelli
molto più elevati di attività solare. Nello stesso tempo, la
nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità senza
precedenti rispetto alle tempeste solari. L'intersezione di
queste due questioni è il tema del nostro incontro.”
La National Academy of Sciences
ha inquadrato il problema due anni fa, in una relazione storica
dal titolo "Severe Space Weather Events - Societal and Economic
Impacts" (Gravi eventi del clima spaziale - impatti sociali ed
economici). Ha evidenziato come le persone del 21° secolo, si
affidino ai sistemi ad alta tecnologia per gli aspetti base
della vita quotidiana. Centrali elettriche intelligenti,
navigazione GPS, viaggi in aereo, servizi finanziari e
comunicazioni radio di emergenza possono tutti essere messi KO
da un'intensa attività solare. Una tempesta solare di classe
cento, mette in guardia l'Academy, potrebbe causare danni
economici venti volte superiori a quelli causati dall'uragano
Katrina.
Gran parte dei danni può essere
ridotta se i dirigenti hanno di modo di essere informati in
anticipo dell'arrivo di una tempesta. Mettere i satelliti in
'modalità di sicurezza' e disconnettere i trasformatori può
proteggere questi dispositivi dal danno di sovraccarico
elettrico. L'azione preventiva, tuttavia, richiede previsioni
precise - un compito che è stato assegnato al NOAA.
"Le previsioni meteorologiche
spaziali sono ancora ad uno stadio iniziale, ma stiamo facendo
rapidi progressi", afferma Thomas Bogdan, direttore del NOAA's
Space Weather Prediction Center (Centro di Previsioni
Meteorologiche Spaziali NOAA) di Boulder, in Colorado.
Tra le dozzine di navette
spaziali NASA, lui ne evidenzia tre in particolare: STEREO, SDO
e ACE.
STEREO (Solar Terrestrial
Relations Observatory, Osservatorio sulle Relazioni tra Sole e
Terra) è formato da un paio di navicelle che stazionano ai lati
opposti del Sole con una vista combinata del 90% della
superficie stellare. In passato, le macchie solari attive
potevano nascondersi nel lato più remoto del sole, invisibile
dalla Terra, e poi improvvisamente emergere sulle eruzioni e sui
getti di massa coronale. STEREO fa sì che questo tipo di
attacchi a sorpresa siano impossibili.
SDO (il Solar Dynamics
Observatory, Osservatorio sulle Dinamiche Solari) è l'aggiunta
più recente alla flotta della NASA. Lanciato a Febbraio, è in
grado di fotografare regioni solari attive ad una risoluzione di
spettro, temporale e spaziale senza precedenti. I ricercatori
possono ora studiare le eruzioni con squisito dettaglio, e
nutrono buone speranze di imparare a comprendere i meccanismi
delle fiammate e come prevederle. SDO tiene sotto controllo
anche la notevole emissione UV del sole, che influenza la
reazione dell'atmosfera della Terra alle variazioni solari.
Il preferito da Bogdan, però, è
uno dei vecchi satelliti NASA: l'Advanced Composition Explorer
(ACE) lanciato nel 1997. “Dove saremmo senza di lui?” si chiede.
ACE è un osservatore del vento solare. Esso è situato
controvento tra il sole e la Terra, rilevando le raffiche dal
sole, getti di massa coronale di miliardi di tonnellate, e
tempeste di radiazioni fino a 30 minuti prima che colpiscano il
nostro pianeta.
“ACE è il nostro miglior sistema
di allarme rapido”, dice Bogdan. “Esso ci permette di informare
la sede predisposta e gli operatori del satellite quando una
tempesta sta per colpire”.
In origine le navette della NASA
non erano destinate ad operazioni di previsione - “ma sembra che
i nostri dati siano pratici per utilizzi economici e civili”,
osserva Fisher. “Questo è un buon esempio di scienza spaziale
che aiuta la società moderna”.
Nel 2010, per il quarto anno
consecutivo, coloro che attuano piani politici ed economici,
ricercatori, legislatori e reporter si sono riuniti a Washington
DC per discutere del clima spaziale. Quest'anno gli
organizzatori del forum hanno pensato di accentuare l'attenzione
sulla protezione delle infrastrutture necessarie. L'obiettivo
finale è di migliorare la capacità nazionale di preparare,
ridurre, e rispondere ad eventi metereologici spaziali
potenzialmente devastanti.
“Credo che siamo sulla soglia di
una nuova era in cui il clima spaziale può influenzare le nostre
vite quotidiane quanto il comune clima terrestre.” conclude
Fisher. “Prendiamo la questione molto seriamente”.
Nota della
Redazione Segnidalcielo: perché in Italia non se ne parla e la
Protezione Civile è stata allertata?
Vediamo che
l'unico interesse per i media sono le partite di calcio, le
veline, il Grande Bordello (Fratello), l'attività politica e gli
omicidi
traduzione
a cura del sito
www.coscienza.org
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GIGANTESCA TEMPESTA SOLARE IMMINENTE

Timori per le
telecomunicazioni e l'economia mondiale
ECCO L'ARTICOLO
PUBBLICATO DALLA NASA SCIENCE NEWS
Secondo la Nasa, le nostre reti informatiche e quelle elettriche
potrebbe essere distrutte dal picco di attività solare previsto
per i prossimi anni. A Washington, non a caso si è aperto il
Forum sul Clima Solare promosso dalla Nasa in cui protagonista
sarà proprio il picco di attività stellare. Secondo Richard
Fisher, scienziato della Nasa «la nostra società tecnologica ha
sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza
precedenti». Siamo, infatti, dipendenti dalle apparecchiature
elettroniche. L’onda di particelle, tra i suoi effetti, potrebbe
sortire anche quello di mandare in tilt i nostri satelliti.
Potremmo, nell’arco di poco tempo restare al buio, senza energia
elettrica e comunicazioni. «Il primo segno di pericolo verrebbe
quando le radiazioni iniziassero a disturbare segnali radio e
dispositivi GPS. Dieci o venti minuti dopo, i satelliti
commerciali che trasmettono conversazioni telefoniche, TV ed
informazioni di ogni genere sarebbero praticamente spazzati
via», ha detto Tom Bogdan, scienziato che ha il modello matematico
per rappresentare quello che potrebbe accadere.
Poco dopo sarebbe la volta di tutte le linee elettriche. Le
radiazioni sarebbero in grado di indurre corrente sulle linee
elettriche ad alto voltaggio. Il che porterebbe alla distruzione
«praticamente di tutti i trasformatori sul pianeta». Il tutto,
accadrebbe simultaneamente ovunque. Come sottolinea Fisher, “il
sole si sta risvegliando da un profondo sonno, ed entro pochi
anni ci aspettiamo di vedere livelli molto più elevati di
attività solare”. La National Academy of Sciences aveva già
affrontato il problema due anni fa in un rapporto intitolato
“Gravi eventi legati al tempo solare – Conseguenze sociali ed
economiche”. Il documento osservava come le persone del 21esimo
secolo fanno affidamento sui sistemi hi-tech per le attività
fondamentali della loro vita quotidiana. Le reti di energia
elettrica, la navigazione Gps, i viaggi aerei, i servizi
finanziari e le comunicazioni radio d’emergenza possono essere
spazzate via da un’intensa attività solare.
fonti: Il Sussidiario -
noiegliextraterrestri by Annalisa
DAL GIORNALE ON-LINE Express
News
E’ dura la vita degli astronomi. Adesso si
dovranno riunire d’urgenza a congresso per discutere “come
prevenire la distruzione della civiltà nei prossimi anni per
colpa delle tempeste solari”. Si apre oggi infatti il Forum sul
Clima Solare a Washington, D.C., happening promosso dalla NASA,
in cui si dovrà necessariamente discutere del picco
dell’attività solare, previsto di qui a tre anni.
ONDA ENERGETICA – In un mondo come il nostro in cui le reti
energetiche e informatiche sono oramai un assunto
insostituibile, che condizionano la nostra civiltà e il nostro
modo di vivere, il picco delle radiazioni stellari di cui si
discute non è per niente una buona notizia. Per Richard Fisher,
scienziato dell’Agenzia Spaziale, “la nostra società tecnologica
ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza
precedenti”. E la massiccia ondata di particelle solari, se
effettivamente rilasciata, potrebbe mandare in tilt la maggior
parte dei satelliti che orbitano attorno al nostro pianeta,
lasciandoci tutti al buio, isolati e bloccati: uno scenario
terribile.
LA DEVASTAZIONE – Tom Bogdan, che ha sviluppato il worst-case
scenario riguardo la futura tempesta, non ha dubbi: saremmo
davanti ad una “nuova Katrina”. Secondo il modello matematico
elaborato, infatti, “il primo segno di pericolo verrebbe quando
le radiazioni iniziassero a disturbare segnali radio e
dispositivi GPS. Dieci o venti minuti dopo, i satelliti
commerciali che trasmettono conversazioni telefoniche, TV ed
informazioni di ogni genere sarebbero praticamente spazzati
via”. Il giorno dopo, toccherebbe alle linee elettriche: le
radiazioni solari sarebbero infatti in grado di indurre corrente
dentro le linee ad alto voltaggio “distruggendo praticamente
tutti i trasformatori sul pianeta”. Senza elettricità, continua
lo scienziato, giù anche l’acqua, il riscaldamento e il
telefono. E la parte peggiore del disastro sarebbe il fatto che
tutto questo succederebbe simultaneamente su tutta la superficie
del globo, diversamente dunque da una catastrofe naturale
“classica” – uragani, terremoti – che affliggono una sola area.
ARMAGEDDON – Resta solo un dubbio. Se i Maya hanno ragione, e il
mondo finirà nel 2012, che rischio può rappresentare una
tempesta solare in arrivo per l’anno dopo? Ci aspettano anni
duri, questo è sicuro: i media americani si chiedono se non sia
il caso di reclutare Bruce Willis d’urgenza.
fonte: www.express-news.it
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"...il Sole può lanciare verso la
Terra pericolosi flussi di radiazioni"
ROMA -
Il Sole può lanciare verso la Terra pericolosi flussi di
radiazioni e di particelle anche quando raggiunge il minimo del
suo ciclo undecennale di attività -come in questo periodo- e la
sua superficie appare priva di macchie solari. La scoperta,
fatta da un numeroso gruppo di ricercatori americani e
annunciata sul Journal of Geophysical Research, arriva proprio
mentre si sta prolungando un eccezionale minimo dell'attività
solare che lascia sbalorditi gli stessi scienziati. «Per ora il
Sole ci riserva una sorpresa dopo l'altra - ha dichiarato Sarah
Gibson, portavoce del gruppo e geofisica al National Center for
Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, Colorado-. Finora si
pensava che il cosiddetto vento solare toccasse i livelli più
bassi in corrispondenza del minimo dell'attività, quando anche
le macchie quasi scompaiono dalla sua superficie. Invece,
studiando il comportamento della nostra stella, durante l'ultimo
minimo del 2008, e confrontandolo con il precedente minimo del
1996, abbiamo trovato che questa convinzione non è fondata: il
vento solare può investire la Terra come un lanciafiamme anche
quando non ci sono macchie».
SISTEMI DI COMUNICAZIONE
La metafora del lanciafiamme,
ovviamente, non è da prendere alla lettera. In realtà può
succedere che un intenso flusso di particelle elementari di
origine solare, giunto al livello dell'orbita terrestre con
velocità di centinaia di km al secondo, colpisce il campo
magnetico terrestre che ci fa da scudo contro questo tipo di
radiazioni e riesce a penetrarlo, scatenando tempeste
elettromagnetiche. Il fenomeno può avere risvolti rilevanti
anche per la nostra vita quotidiana poiché la maggior parte dei
moderni sistemi elettronici e di telecomunicazioni è vulnerabile
rispetto a questi eventi e può andare in tilt, causando una
serie di blackout a catena che investono i satelliti
artificiali, le linee elettriche e quelle telefoniche, i
trasporti, le trasmissioni radio e televisive, gli apparati GPS,
eccetera.
STRATEGIE
Secondo i ricercatori
americani i flussi di radiazioni durante il «Sole quieto» del
2008, piuttosto che alle inesistenti macchie, sono associati a
«buchi» che si producono nella rovente atmosfera solare. Dei
rischi associati alle tempeste solari si è parlato nei giorni
scorsi anche nel corso di un seminario internazionale presso la
sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV)
a Roma. «Abbiamo ospitato un meeting internazionale patrocinato
dallo SCAR (Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide)
che ha avuto come tema centrale il prossimo massimo di attività
solare atteso nel 2012 e le contromisure per mitigarne gli
effetti sui sistemi di navigazione satellitare, quali il ben
noto GPS, ma anche il russo GLONASS e l’imminente sistema
europeo GALILEO -riferisce la dirigente di ricerca Giorgiana De
Franceschi -. Le regioni polari forniscono un laboratorio
naturale per l’osservazione e lo studio dei disturbi atmosferici
di origine solare, che influenzano la prestazione degli apparati
tecnologici basati sui sistemi di navigazione satellitare,
riducendone la precisione e l'affidabilità. Gli esperti di
diverse nazioni, guidati dal gruppo di fisica dell’alta
atmosfera dell’INGV, si sono perciò riuniti per pianificare
l’osservazione e lo studio dell’atmosfera polare attraverso una
rete internazionale di speciali ricevitori GPS posizionati sul
continente Antartico”. Da questi studi ci si aspetta una
migliore conoscenza di due caratteristiche dell'atmosfera: il
vapore d’acqua nella bassa atmosfera (troposfera) e il contenuto
di elettroni nella parte alta (ionosfera) che influenzano la
propagazione delle onde radio.
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