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SFIDA
E VISIONE
DELLA SCIENZA

Poiché sono uno
dei pochi che hanno avuto il privilegio di osservare questo
piccolo, magnifico pianeta dal buio dello spazio, sento
profondamente l'esigenza di unirmi a coloro che auspicano una
nuova visione per il futuro e un rinnovato impegno per la
gestione oculata del nostro pianeta. Stando al di sopra della
fascia protettiva dell'atmosfera, si può osservare meglio il
progressivo degrado dei sistemi ecologici dai quali tutte le
specie dipendono per la loro sopravvivenza. Da quella
prospettiva, e con l'ausilio di dati ricavati da quattro decenni
di attività spaziale, appare chiaro che la popolazione della
Terra segue una rotta ormai insostenibile. Il genere umano,
impegnato in una miriade di conflitti legati a questioni di
scarsa importanza, si ostina a non voler guardare avanti, verso
il baratro che sta per inghiottirci tutti. Continuiamo a
ragionare dal punto di vista dei nostri valori culturali
tradizionali, rifiutandoci di considerare la nostra situazione
da una prospettiva globale più ampia e di prendere le misure
necessarie per creare una civiltà più tranquilla e armoniosa a
nostro reciproco vantaggio, misure che prevedono alcuni
cambiamenti difficili da accettare nel nostro stile di vita.
Dal
microscopico al cosmico
Negli
ultimi venti anni gli scienziati hanno formulato un numero
significativo di concetti che, se collegati fra loro e applicati
al metaproblema prospettato dalla teoria dell'evoluzione
generale e dei sistemi, ci presentano una concezione
radicalmente nuova della condizione umana e del posto che
occupiamo nel cosmo. Mi riferisco agli esperimenti della fisica
quantistica che dimostrano la non-località (nel senso di
interconnessione) a livello di particelle subatomiche;
all'olografia quantistica, che estende questa concezione agli
oggetti in macroscala; e agli studi sulla teoria del caos, che
suggerisce la ripetizione di alcune strutture fondamentali in
scala, dal microscopico al cosmico. Inoltre, la teoria del caos
e la teoria dei sistemi complessi suggeriscono la presenza di
semplici anelli di retroazione che organizzano le strutture di
base e i processi della natura nelle forme strordinarie che
osserviamo nella materia vivente. Mi riferisco al lavoro degli
astronomi e dei cosmolologi, che continuano a scoprire le
meraviglie di mondi lontani, e a quello di Ilya Prigogine, il
quale ha dimostrato che i processi più elementari che esistano
in natura sono quelli non lineari, e non i semplici processi
lineari e reversibili che gli scienziati studiano dai tempi di
Newton.
Viviamo in un
universo capace di organizzarsi

La conclusione che si può trarre da tutto questo è che viviamo
in un universo capace di organizzarsi, creativo, intelligente,
in grado di apprendere, che si è formato in base all'esperienza,
si è evoluto fino a conoscere se stesso, e probabilmente ha dato
origine a forme di vita intelligente in tutto il corso della sua
espansione. Oggi, tutti gli eventi di carattere numinoso
riferiti dal nucleo esoterico presente in ogni tradizione
culturale - eventi che servono da fondamento alle credenze
religiose tradizionali - si potrebbero virtualmente spiegare in
termini capaci di soddisfare anche la scienza più critica. Le
lezioni che si possono ricavare da questa concezione per
applicarle alla nostra era riguardano la nostra evoluzione di
esseri creativi, interconnessi e responsabili, che hanno fra le
mani il destino del mondo e di tutte le specie: esso dipende
dalla nostra visione e capacità di tracciare una rotta
sostenibile verso il futuro.
Tutti noi abbiamo le conoscenze, le capacità intellettuali e le
qualità immaginative che occorrono per consentirci di
comprendere i problemi cruciali di oggi. Ora dovremo trovare la
volontà politica collettiva di realizzare e accelerare le misure
necessarie su base globale... oppure subirne le conseguenze.
Edgar Mitchell
Edgar Mitchell è astronauta, pilota della missione Apollo 14,
laureato in Ingegneria al MIT di Boston. Consulente della
Stanford Univerity, nel 1962 fonda l'Istituto di Scienze
Noetiche di Palo Alto in California
fonte: www.isolachenonce-online.it
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