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di
Enzo Braschi
"Contrari" o "Sacri
Pagliacci"
La Terra è vostra
Progenitrice e vostra Madre, ed è sacra. Ogni passo mosso sopra
di lei dovrebbe essere come una preghiera.
Essa è umile e nutre tutte le cose. e rispetto a essa tutti sono
fratelli."
Queste parole non sono di San Francesco, sono di Alce Nero, il
più grande uomo sacro del Popolo Lakota, quello che noi
Occidentali siamo soliti chiamare un "santo".
Pochi sanno che Alce Nero, oltre a essere un lakota, era anche
un Heyoka, ovvero un appartenente alla "Società dei Contrari".
In effetti, a ben pensarci, ciò che Alce Nero dice a proposito
della Terra è davvero il contrario di quello che noi uomini
moderni pensiamo in proposito. Per noi la Terra è il pianeta del
nostro sistema solare su cui ha avuto origine la vita, la nostra
casa, ma anche e soprattutto il luogo che sfruttiamo
freneticamente, sconsideratamente, selvaggiamente, abbattendo
ogni tipo di vegetazione, uccidendo ogni specie animale,
avvelenando le acque che beviamo e l'aria che respiriamo, al
fine di garantirci quello che abitualmente amiamo definire
benessere, progresso, civiltà.
Povero Alce Nero, che era un povero selvaggio senza educazione
scolastica che riteneva che la Terra fosse sacra perchè madre di
tutte le cose, e che di conseguenza tutte le cose fossero
imparentate fra loro: non soltanto l'uomo con l'uomo, ma anche
l'uomo con gli animali, gli alberi, l'acqua, le pietre, il
cielo. E povero anche San Francesco, che senza saperlo era un
Indiano d'America, un "Contrario" come Alce Nero, un uomo che ai
suoi tempi fu bollato come pazzo da tollerare solo perché
innocuo, e il cui esempio è tuttora il nostro punto d'arrivo e
per gli Indiani d'America soltanto il punto di partenza.
Ma chi erano i "Contrari"?
I "Contrari"
In ogni tribù nativo-americana, da sempre, troviamo la figura
dei "Contrari", altrimenti chiamati "Sacri Pagliacci", vale a
dire gli "uomini-doppi", quelle personalità in grado di
esprimere la dualità del cosmo attraverso comportamenti
apparentemente contrari alla regola.
E' sempre Alce Nero a fornirci la chiave filosofica per
comprendere quale sia la vera identità dei "Contrari" laddove
afferma: "Avete osservato che la verità appare in questo mondo
con due facce. Una è triste di dolore, e l'altra ride; ma è la
stessa faccia, rida o pianga. Quando la gente è già disperata,
forse la faccia ridente è meglio per loro; e quando si sentono
troppo bene e troppo sicuri di essere protetti, forse è meglio
allora che vedano la faccia piangente."
Il
"Contrario" si presenterà allora come colui il quale cammina
all'indietro, dice "sì" quando dovrebbe dire "no", rabbrividisce
d'estate e gira nudo d'inverno, si lava con la sabbia e si
asciuga con l'acqua; oppure come colui che all'interno di una
sacra cerimonia sarà l'unico a muoversi fuori tempo, a dare la
schiena mentre tutti i suoi compagni offriranno il volto a chi
li guarda, a cantare allorché ognuno tacerà, a ridere
sguaiatamente nel corso di un evento luttuoso, o a piangere
disperatamente nel bel mezzo di una festa.
Tutto questo non per mero esibizionismo o per amore della
teatralità, bensì perché il comportamento del "Contrario" aveva
(e tuttora ha) la funzione di mantenere in equilibrio i due lati
opposti della realtà.
Ma perché un uomo come tutti gli altri, a un certo punto della
sua vita, decideva di diventare un "Contrario", di vivere
un'esistenza che andava contro ogni regola, una vita sempre
dedita alla rinuncia personale, alla povertà più assoluta, e
all'instancabile servizio e cura degli altri?
Semplicemente perché quell'uomo era un prescelto, aveva avuto
una vera e propria "chiamata" dall'"Alto": aveva cioè ricevuto
la visione dei "Poteri" che dimorano a Ovest, quelli che la
tradizione Lakota chiama gli Wakinyan, gli "Esseri del Tuono".
Il potere dei "Contrari" derivava da quel temibile elemento -il
tuono-, sul quale il "Contrario" era tuttavia in grado di
esercitare il suo controllo. E questo perché gli Indiani
d'America sanno che il Grande Spirito è il primo a voler
mantenere il Tutto in equilibrio, ragion per cui a tanto
sacrificio da parte dell'uomo che diventava un "Contrario"
veniva offerto in cambio un poco del Potere degli "Esseri del
Tuono". I "Contrari", pertanto, erano medicine men capaci di
guarire molte malattie attraverso il Potere degli Spiriti
dell'Ovest, nonché individui in grado d'influire sul tempo
atmosferico creando la pioggia o interrompendola a seconda delle
necessità.
Gli Heyoka
I Lakota chiamavano i "Contrari" Heyoka, una mirabile
intuizione, visto che la parola heyoka è il "contrario" di
okahey, che vuol dire "tutto va bene". E questo non perché i
"Contrari" esprimessero il lato negativo dell'esistenza ma
semmai l'altra faccia della medaglia, allo stesso modo degli
"Esseri del Tuono" che avevano la proprietà di creare la vita
così come di distruggerla.
Gli Wakinyan
Ma chi sono gli "Esseri del Tuono", gli Wakinyan della
tradizione Lakota?
E' necessario a questo punto parlare della "Genesi", della
storia della Creazione secondo la cultura tradizionale di quel
Popolo.
Così narra la tradizione lakota: Wakan Tanka, il Grande Spirito,
ciò che noi chiamiamo Dio, sta al centro dell'universo. E' alla
sua emanazione Inyan, la Roccia, che si deve l'opera della
Creazione. In quel tempo, precedente al nostro tempo, Inyan
aveva un alleato chiamato Wakinyan, che altro non è se non
un'emanazione di Inyan stesso: il nome Wakinyan, infatti, porta
il padre in sé. Sulla biforcazione dell'albero sacro che sta al
centro del cerchio della Danza del Sole, che é il simbolo di
Wakan Tanka, possiamo vedere un nido di rami di ciliegio
intrecciati. Si tratta della dimora di Wakinyan, uno e molti, in
quanto egli é gli "Esseri-del-Tuono". Inyan dunque cominciò col
creare Maka, la Terra, cui fece seguire Mini, l'Acqua, per
proseguire poi con Mahpiyato, il Cielo. Tale enorme fatica
consumò però tutto il potere di Inyan, il quale si prosciugò di
tutto il suo sangue blu e s'indurì divenendo ciò che oggi
conosciamo come roccia.
Maka pregò Inyan di riscaldarla in quanto aveva freddo, ma Inyan
non aveva più la forza per farlo. Ci pensò il Cielo creando
Anpetu Wi, il Sole, cui affiancò Tate, il Vento, Hanhepi, la
Luna, e Pte, il Popolo dei Bisonti (Pte in lingua lakota è la
femmina del bisonte).
Creati anche la notte e il giorno, Wakinyan pensò di generare la
vita. E lo fece attraverso il "Verbo", la sua voce -il tuono-, e
con un battito delle sue palpebre, che corrisponde al fulmine.
La creazione dell'universo avviene pressochè allo stesso modo in
tutte le religioni.
Teologia faraonica
Nella teologia faraonica, ad esempio, leggiamo: "All'inizio
c'era il NUN -le acque primordiali-; in NUN vi era un Fuoco che
produceva TOUM (la Terra), ma questo fuoco era NUN stesso, per
cui TOUM creava se stesso masturbandosi."
I Vangeli
Anche nei Vangeli viene detto: "In principio c'era il Verbo, il
Verbo era accanto a Dio, il Verbo era Dio"? (Giovanni 1, 1).
Tale concetto è di enorme importanza perché ci dice che il
verbo, la parola, il suono crea, e che l'energia che chiamiamo
Dio attua la creazione con la parola, e che la parola, il suono,
il verbo sono tanto più efficaci e potenti quanto maggiore, o
meglio più "alta", è la frequenza vibratoria contenuta nel
"suono" che quella parola esprime.
La "Genesi" della Bibbia
Che dice la Bibbia riguardo alla Creazione?
La Bibbia, così come ci è stata consegnata da San Gerolamo, che
a sua volta la tradusse dal greco, inizia con le seguenti
parole:
"In principio Dio creò il cielo e la terra".
In realtà, il testo ebraico recita:
"Nel principio di ogni cosa
Elohim
-Tutta la Divinità-
diede forma ai cieli e alla terra".
Elohim, "Tutta-la-Divinità", cui fa riferimento il testo
originale della "Genesi", non è un termine singolare, bensì
plurale. Elohim, infatti, vuole dire gli Dei, anzi, più
propriamente, le Dee.
Questo plurale nella Bibbia è sempre seguito però dal verbo al
singolare: "Gli Elohim diede forma", "Gli Elohim disse.", come
se si trattasse di "entità" ben distinte fra loro ma tutte
accomuunate da uguale pensiero e intento.
Cosa altrettanto importante è il fatto che gli Elohim usino i
verbi al futuro: "Vi sarà un vuoto. Si avrà una separazione
delle acque. ", e che tutto quello che essi dicono prenda forma,
o meglio venga "visto" da loro nel momento stesso in cui essi lo
nominano. In pratica, gli Elohim dicono quello che vedono come
se volessero farlo vedere anche a noi, al pari di chi racconti
un viaggio a qualcun altro.
Gli Elohim, in pratica, sono spettatori di una Creazione che è
già stata creata, ma sono anche "creatori" laddove affermano:
"Faremo l'adam
-l'umanità-
nella nostra ombra
secondo il nostro modo di assimilare"
in ciò intendendo che è a loro che si deve la creazione di tutta
l'umanità, uomini e donne, tant'è vero che la "Genesi" precisa
che gli Elohim diedero all'adam la forma di maschi e femmine.
Gli Elohim, "Esseri del Tuono"
Gli Elohim di cui parla la Bibbia sono gli "Esseri del Tuono",
gli "Spiriti Creatori" cui si riferisce la tradizione Lakota.
Gli "Esseri del Tuono" solcano le grandi acque che sono le
tenebre dell'immenso universo, arrivano presso il nostro mondo
annunciandosi con un fragoroso rombo di tuono, e attraverso la
loro immensa conoscenza creano la vita.
Medicine men e Uomini Sacri di ogni nazione nativa americana vi
diranno anche che gli Elohim sono le "Nazioni della Stella della
Lira", una costellazione che dista da noi 26 anni luce e che
viene solitamente raffigurata sotto il sembiante dell'Aquila.
Non è di certo un caso che l'aquila sia per i Nativi Americani
l'uccello solare per eccellenza, la presenza in Terra del Grande
Spirito, del Creatore.
Gli Indiani vi diranno anche che a suo tempo la Terra fu scelta
da differenti popoli come modello di tutta la Creazione, che
tutti noi proveniamo dalle stelle, e che nostro compito è quello
d'imparare a vivere insieme in Armonia così da diventare tutti
UNO, perché ogni cosa proviene dall'UNO, e l'uomo non è altro
che il riflesso di una luce e di un suono che sono la luce e il
battito.
Gli Dei: i Nommo, gli Anunnaki, i Neteru
Gli Elohim non provengono solo dalla costellazione della Lira.
Sirio, ad esempio, è la casa-madre dei Nommo, gli déi
dell'antichissimo Popolo dei Dogon dell'odierno Stato africano
del Mali.
I Nommo provenivano da un mondo fatto d'acqua, allo stesso modo
degli Annunnaki, divinità anfibie di cui parla l'Enuma Elish,
l'"Epica della Creazione" degli antichi Sumeri; o dei Neteru,
gli déi egizi cui apparteneva Iside, come riportato dallo
storico greco Plutarco (I secolo dopo Cristo), nella sua opera
Iside e Osiride, allorchè viene detto: "Iside nacque in regioni
eternamente umide".
Gli studiosi sono concordi nel ritenere che i Nommo, gli
Annunaki, i Neteru siano tutti da considerarsi semi della stessa
pianta.
Ricordiamo poi che la parola egizia Neteru significa "I
Guardiani", che Anunnaki vuole dire "Guardiani della Terra", che
la stessa parola Sumer significa "Terra dei Guardiani", che i
Maya chiamano gli déi i Muxul, ovvero i "Guardiani", che tutti
i popoli nativo-americani parlano degli "Esseri del Tuono" in
termini di "Custodi", "Guardiani della Terra".
L'antico sapere dei Cherokee
Tra alcuni gruppi di Cherokee dell'Oklahoma e del Texas si parla
ancora una lingua detta Elati, ovvero "il linguaggio degli
antenati", o anche "il linguaggio delle Stelle", un modo di
esprimersi che i vecchi medicine men della tribù considerano
provenire dal cosmo.
La tradizione orale dei Cherokee puntualizza infatti che essi
arrivarono sulla Terra 250.000 anni fa dalle Pleiadi, che nella
loro lingua vuol dire per l'appunto "Antenati". A tal proposito
precisa che l'uomo non discende affatto dalla scimmia ma dal
"Popolo delle Stelle". Nella cosmologia cherokee la Terra é
detta il "Pianeta dei Bambini", o meglio "il pianeta dei Figli
delle Stelle".
L'antica "Società dei Capelli Intrecciati" parla di un tempo in
cui esistevano dodici pianeti abitati da essere umani, i cui
progenitori si riunivano su un pianeta chiamato Osiriaconwiya,
vale a dire il quarto pianeta della costellazione del Cane
Maggiore, cioé Sirio. Su quel pianeta quei grandi sapienti si
trovarono un giorno a discutere delle sorti della nostra Terra,
detta in lingua cherokee Eheytoma, il "pianeta dei figli", vale
a dire il tredicesimo pianeta. Poiché il nostro mondo era il
meno evoluto rispetto agli altri, quei dotti pensarono di
aiutarci fondando quattro civiltà -Lemuria, Mu, Mieyhun e
Atlantide-, all'interno delle quali vennero create grandi scuole
di conoscenza e segrete "società di medicina".
Anche i Cherokee dunque si riferiscono a Sirio come al loro
luogo di origine.
Il "Wampum"
Sempre a proposito dei Cherokee, ricordiamo che la cintura detta
Wampum non rappresentava in passato, come tutti gli studiosi
hanno asserito, solo e semplicemente una sorta di moneta o merce
di scambio usata dalla "Confederazione delle Sei Nazioni degli
Irochesi" (composta da Irochesi, Mohawk, Oneida, Onondaga,
Cayuga, Seneca, e in seguito Tuscarora). La cintura, realizzata
cucendo insieme in disegni di straordinaria bellezza perline
ricavate da parti interne di conchiglie, raccontava anche la
storia delle origini di quei Popoli.
Gli anziani dei Cherokee, in proposito, si tramandano numerose
storie relative al tempo in cui i loro antenati realizzarono i "mounds",
i "tumuli" che ancora oggi sono visibili in Ohio, prima di
separarsi definitivamente dagli Irochesi per migrare altrove.
Le cinture wampum, pertanto, mostrano il DNA di quei popoli e ci
dicono che quelle genti provengono dalle stelle, da quali
stelle, e come l'umanità fu "seminata".
Nei Cherokee ci sono sette clans e tutti e sette rappresentano
le Pleiadi, le "Sette Sorelle" della tradizione di tutti i
Nativi Americani, nonché gli insegnamenti della grande "Legge":
la prima stella fu la stella della creazione, la seconda portò
Donna-che-cadde-dal-Cielo, con la terza fecero la loro comparsa
gli animali, la quarta portò il profeta, la quinta parla di
un'umanità allo sbando, la sesta di un nuovo profeta che parlerà
tutte le lingue. Allorchè quel profeta si manifesterà al mondo,
l'intera umanità sarà testimone dell'apparire improvviso della
settima stella.
In questo momento, dicono i Cherokee, la storia scritta sul
wampum è arrivata alla fine. Tutte le parole che doveva dire
sono state dette. E' ora arrivato il tempo della settima stella,
quella che annuncerà la battaglia del serpente, la battaglia di
tutte le razze, nella quale periranno tutti quelli che vivono
nell'oscurità, nell'egoismo, nell'avidità.
Il wampum è inoltre preciso su come il "Creatore" scese sulla
Terra dal cielo, attraverso il "vasto mare che è lo spazio
siderale", il giorno in cui -come testimoniato anche dai
calendari maya- il Sole "sedette" sulla Terra senza bruciarla.
Afferma l'indiano Seneca Fred Kennedy: "Quando la stella scende
sulla Terra e non la arde ha inizio la Creazione. La "Grande
Legge" narra che il giorno in cui il Creatore scese quaggiù fu
la prima volta che questo continente udì il tuono: il suono del
Creatore che "rema" nel cielo."
Tayamni
Quella delle Pleiadi, le "Sette Sorelle" pare essere una
costante per molti Popoli nativo-americani.
In proposito, i Lakota affermano di essere "imparentati" con le
Pleiadi, o meglio di avere "seme" pleiadiano nelle vene da
sempre.
Devil's Tower, la "Torre del Diavolo", la montagna a forma di
cono tronco che si trova nello Stato americano del Wyoming, in
lingua lakota si chiama Mato Tipila, "Tenda dell'Orso", e questo
perché la tradizione lakota vuole che sette giovinette
cercassero rifugio a un orso che le inseguiva arrampicandosi
sulla sommmità di Mato Tipila, da dove furono prelevate e
portate in cielo per diventare le "Sette Sorelle", le Pleiadi.
Anche alla mitica figura di "Stella Caduta", figlio dell'unione
tra una donna lakota e una stella, si deve la salvezza di sette
fanciulle che possiamo oggi ammirare nel cielo come Wicincala
Sakowin, le Pleiadi.
Ricordiamo infine che l'avatar, ovvero il "Maestro" culturale
dei Lakota è "Donna Bisonte Bianco", essendosi tale divinità
mostrata loro sotto quelle spoglie allorchè apparve sulla Terra
per portare ai Lakota la Sacra Pipa e le Sette (ancora una volta
il numero sette) Sacre Cerimonie con le quali pregare il Grande
Spirito.
In lingua lakota la parola Pte significa femmina di bisonte, e i
Lakota chiamano se stessi "Il Popolo dei Bisonti".
Ora, la costellazione chiamata Tayamni è a tutti gli effetti la
proiezione "celeste" del "terrestre" bisonte. Tayamni si
presenta con le Pleiadi come testa, Betelegeuse e Rigel come
costole, la cintura di Orione come spina dorsale e Sirio per
coda. Il tutto assume la forma di un immenso bisonte celeste, il
luogo dal quale un tempo lontano scese sulla Terra "Donna
Bisonte Bianco" per aiutare i suoi fratelli Lakota. Non ci sono
dubbi a riguardo: "Donna Bisonte Bianco" si dice in lakota
Ptesan Win, dove Pte sta per "bisonte", san per "bianco", e win
per "donna". Tayamni è il "bianco bisonte celeste", patria
originaria del Popolo Lakota.
I Kachinas
Nel Sud-ovest degli Stati Uniti troviamo popoli quali gli Hopi,
gli Zuni, gli Acoma, i Taos, i Piro, i Tewa.
E' soprattutto agli Hopi dell'Arizona che si deve la più antica
conoscenza riguardo alla Creazione e alla storia dell'umanità.
Gli "Esseri del Tuono" degli Hopi si chiamano Kachinas, ovvero i
"Messaggeri degli Spiriti delle Nuvole presso gli Uomini", che
scesero sulla Terra in un'epoca remota per portare cibo e
felicità ai loro fratelli "minori" e per insegnare loro la
"giusta via", vale a dire come condursi in accordo alle leggi
del Creatore.
Gli Indiani Hopi sono precisi nell'indicare come loro luogo
d'origine su questo pianeta un antico continente che aveva
raggiunto altissimi livelli di civiltà ma che perì distrutto a
causa dell'abuso della tecnologia. Gli Hopi di oggi raccontano
che i loro antenati furono tratti in salvo dall'arrivo
tempestivo dei Kachinas, il "Popolo delle Stelle", che li
prelevarono a bordo dei loro grandi "cilindri metallici" e li
trasportarono in suolo americano appena in tempo prima che il
loro mondo (che noi chiamiamo Atlantide) si inabissasse
nell'oceano.
Raccontano gli Hopi: ". C'era una "nave" fatta di sette parti
-sei sezioni simili a fette di torta collegate a una sezione
circolare che si trovava al centro. Quando gli Hopi si trovarono
sopra Atlantide, la "nave" si scisse. Le diverse parti si
diressero in diversi luoghi del pianeta. mentre la principale
-quella al centro- si spostò sui San Francisco Peaks, il luogo
ove gli Hopi dicono che hanno dimora i Kachinas. Quando verrà il
tempo giusto, tutte e sette le sezioni si daranno appuntamento
sopra la terra degli Hopi per riunirsi e ridare alla "nave" la
sua antica forma. In tal modo gli uomini verranno salvati, e con
loro le future generazioni."
Una volta sbarcati sulla loro nuova patria, ai sopravvissuti fu
raccomandato di non commettere mai più l'errore di costruire in
futuro grandi città. I Kachinas insegnarono quindi agli Hopi
particolari preghiere e potenti cerimonie sacre la cui
inosservanza avrebbe comportato la loro fine; quindi risalirono
per sempre al cielo a bordo delle loro immense "navi".
Poi ci sono i Mi'kMaq del Canada, che si tramandano di
generazione in generazione canti sacri che raccontano del
"Piccolo Popolo" all'epoca in cui quegli esseri vivevano assieme
agli uomini; o gli indiani Anishinabe della costa orientale
degli Stati Uniti, che vantano una linea di discendenza ancora
più diretta col "Sopra", visto che lo stesso nome della tribù
significa: "Uomo lasciato quaggiù dal cielo".
Allo stesso modo dei Mi'kMaq e degli Anishinabe, ogni altro
popolo nativo-americano vi parlerà di origini legate al mondo di
"Sopra", a quelli che abitualmente vengono chiamati i nostri
progenitori, i "Popoli delle Stelle".
I "Popoli delle Stelle", i "Contrari del mondo di "Sopra"
Non credo sia fuor di luogo, a questo punto, riferirmi ai
"Popoli delle Stelle" definendoli i "Contrari" del mondo di
Sopra. I "Popoli delle Stelle", infatti, al pari degli Heyoka, i
"Sacri Pagliacci" della tradizione lakota, non sono che l'altra
faccia della stessa medaglia, in questo senso un qualcosa di ben
più vasto del mondo che conosciamo, ma pur sempre l'altra faccia
di un'unica immensa realtà che è la Creazione.
Non sono forse i "Contrari" i portavoce dei Muxul, dei Kachinas,
degli Elohim, degli Wakinyan, gli "Esseri del Tuono" cui si deve
la Creazione, la propagazione della "Legge" divina in accordo
alla quale l'uomo deve vivere "santamente"?
La "voce" degli Indiani
Date agli Indiani d'America la possibilità di parlare e la
certezza che anche voi come loro avete imparato a vedere con la
mente, a toccare con gli occhi e a decidere col cuore, e vi
apriranno il loro straordinario libro che è la storia di tutti
noi.
Vi diranno così che gli esseri umani hanno oggi un DNA formato
da una doppia elica, e che la scienza ha individuato quello che
definisce uno "scarto di DNA", una sorta di DNA "extra" che
ritiene comunque non abbia alcuna funzione.
Gli Hopi, al contrario, vi diranno che gli uomini avevano
all'inizio dodici filamenti di materiale genetico, non solo i
due di cui siamo a conoscenza, che non stiamo più operando per
come siamo stati costruiti, ma che "Esseri di Luce" presenti fra
noi hanno cominciato e rimettere insieme il nostro antico DNA,
perché tutti noi siamo luce, non materia grezza. Tutti noi siamo
suono.
Vi diranno anche che i "Popoli delle Stelle" non hanno mai
smesso di essere qui o di andare e venire da qui.
A proposito del loro passato, i discendenti dei Maya vi
confideranno che i loro templi, così come quelli degli Aztechi o
le ziggurat dei Sumeri, erano luoghi d'atterraggio delle "navi"
dei "Popoli delle Stelle"; a proposito del presente, vi diranno
che le autorità messicane vietano loro di accedere a certi siti
durante la notte perché sopra i templi c'è molta attività
"aerea", e che "loro" atterrano, "loro" escono dai "loro"
velivoli e parlano con la gente. Tutto questo è cosa normale,
non un evento raro, perché quando queste "entità" scendono fra
noi si conformano alla cultura del luogo. Se sbarcano fra i Maya
somiglieranno a un antico maya. Sono "mutaforme", esseri in
grado di trasformarsi in quello che vogliono, a piacere.
E vi confideranno candidamente che potremo fare anche noi la
stessa cosa quando saremo davvero "completi", quando cioè il
nostro DNA verrà ricollegato così da farci ridiventare esseri
cosmici.
Nella lingua lakota esiste un'espressione, Mitakuye oyasin, che
viene usata alla fine di ogni preghiera e che vuole dire: "A
tutti i miei parenti".
"A tutti i miei parenti" non è un concetto limitato ai soli
esseri umani, bensì all'intera totalità dei "nostri parenti":
agli animali, agli uccelli, agli insetti, agli alberi, alle
montagne, all'acqua, al cielo, alle nuvole, alle stelle. A
Tutto, il Tutto che è Dio, o meglio la Creazione di cui noi
esseri umani non siamo altro che una minuscola espressione.
E' a questa legge, a questa regola d'oro che l'uomo deve tornare
se davvero aspira a essere davvero "uomo cosmico".
E' indubbio, infatti, che nonostante il trascorrere del tempo
l'umanità non si sia evoluta spiritualmente più di tanto: l'uomo
è ancora e sempre la specie più pericolosa del pianeta, avendo
avuto pieno successo nel distruggere ogni tipo di risorsa della
Madre Terra e ogni forma di vita attorno a sè, compresi i suoi
simili. Ogni mammifero di questa pianeta sfrutta quel tanto che
gli basta per sopravviere, ben consapevole che la sconsiderata
distruzione dell'ambiente che lo circonda comporterebbe, alla
fine, la sua stessa fine. L'uomo, più che alla classe dei
mammiferi, pare sempre più appartenere a quella dei virus:
estirpa infatti ogni forma di vita, inebriato dal solo piacere
che gli procura la distruzione di tutto quello che lo circonda.
Il potere tecnologico è assoluto e l'unico dio che l'uomo di
oggi sembri adorare veramente: non siamo forse in grado di
costruire macchine sempre più grandi, armi sempre più potenti e
micidiali, bombe sofisticatissime, spore, gas, malattie chimiche
capaci di estirpare ogni forma di vita su questo pianeta per
migliaia di anni?
Le profezie degli Indiani d'America relativamente al nostro
immediato futuro parlano dell'imminente crollo del nostro mondo
e dell'inizio di un'epoca che gli Indiani vedono di grande amore
e armonia. Quello che stiamo vivendo attualmente i Nativi
americani lo chiamano il "Tempo della Purificazione", un tempo
duro, fatto di grande sofferenza e indicibile sacrificio per
tutti noi. Gli Indiani ci ricordano però che ogni profezia viene
fatta per essere seguita, se positiva, e perché ci si adoperi
con tutte le nostre forze a scongiurarla, qualora essa sia
negativa. Nulla è statico, tutto è fluido, ogni cosa subisce
mutamenti, anche il peggior karma può essere modificato se
davvero la nostra volontà è forte.
I Nativi Americani profetizzano anche che i "Popoli delle
Stelle" verranno in nostro soccorso prima che per tutti noi, e
soprattutto per questo meraviglioso pianeta che è la Madre
Terra, sia troppo tardi.
Voglio sperare che tale profezia sia esatta.
Ed ecco riaffacciarsi ancora una volta sulla scena i "Contrari",
gli Heyokas, e la loro visione di una realtà indissolubilmente
legata agli Wakinyan, gli "Esseri del Tuono".
Sì, perché gli Heyokas, oggi, non sono una qualcosa che
riguarda i soli Indiani d'America. Non è più in gioco il colore
della pelle o la connotazione geografica o quella culturale: gli
Heyokas, oggi, sono anche tutti quelli che credono nel contrario
di ciò che apparentemente è la nostra realtà, quelli che lottano
perchè assieme a un vecchio mondo che sta per scomparire
scompaia per sempre anche un vecchio modo di intendere la vita.
Chiunque abbia già scelto questa strada non in linea con un
potere che lo vuole cieco, sordo e muto, porta in sé le stimmate
del "Guerriero" capace di trasmutare il ferro in oro puro. Il
ruolo di questo "Guerriero" è infatti quello di credere
nell'opposto -nel contrario- di quanto il potere voglia fargli
credere, e di risvegliare in quanti più possibile tale nuova
presa di coscienza.
Soltanto così il "suono" che è in tutti noi diverrà davvero il
"tuono" capace di riconnetterci agli "Esseri del Tuono", come è
giusto che sia, come essi si attendono che noi facciamo una
volta per tutte.
E' difficile essere un Heyoka nella nostra società.
E' difficile perchè ci è stato insegnato a muoverci nel caos, a
rassegnarci alla violenza, a vivere fianco a fianco con la
paura, uno strumento creato ad arte per controllare ogni nostra
emozione. Paura che genera rancore, rancore che genera odio,
odio che frantuma l'infinita ragnatela di "parentele" che lega
ognuno di noi a ogni altra cosa. Paura che sempre più ci separa
dal vero senso della Creazione, che è Amore e volontà di amare
non in vista di una ricompensa in questa o in un'altra vita, ma
perché gratificazione senza fine, risposta a ogni richiesta
della nostra anima.
A questo punto del nostro cammino ci siamo allontanati così
tanto da noi stessi, che ci sembra impossibile riuscire a
tornare indietro. Ai nostri piedi scorgiamo un baratro dal quale
tentiamo a fatica di emergere, alzando lo sguardo vediamo
un'impervia salita che sembra non aver mai fine. Ci sentiamo
orfani, abbandonati, disperatamente soli e perduti.
Sono invece convinto che tutto sia a portata di mano, e che
ognuno di noi possa diventare il "Maestro" di se stesso, possa
brillare di una sua luce sfolgorante, possa vibrare di un suono
che sia pura armonia. A condizione però che impari ad amarsi e a
riconoscere l'amore nel perenne fluire della vita.
Se quel giorno verrà, finalmente voleremo.
Con questi nostri corpi.
Senza ali, eppure come aquile che levigate si staccano da terra.
Quel giorno con questi nostri corpi saliremo fin lassù, fino a
dove hanno dimora gli astri, i cui nomi siamo noi.
Alla fine del sentiero del cielo non dovremo bussare a nessuna
porta, perché la porta del cielo è sempre aperta: basterà avere
il coraggio di varcarne la soglia e scoprire di essere noi il
cielo, lui la nostra anima. E non avremo più limiti. Mai più.
E' perché si possa vedere quel giorno che si deve pregare e
lottare con tutte le nostre forze.
Mitakuye oyasin
(Siamo tutti correlati, siamo tutti uno).
Non perdete il grande
appuntamento con Enzo Braschi
Domenica 25 Ottobre 2009
...dobbiamo imparare a vedere, a sapere ascoltare dalle
SACRE ENERGIE DEL
COSMO

SALA CONVEGNI
"RADIATA"
HOTEL PINETA PALACE
Via San Lino Papa,
35 Roma
(posti auto riservati agli iscritti al seminario)
Orario
del Seminario giornaliero
dalle ore 10.30 alle 13
ore 13: pausa pranzo
dalle 15 alle 19
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