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BILL GATES,
ROCKEFELLER
sanno
qualcosa che noi non sappiamo

Nel
comunicato fatto al Project Camelot dal politico norvegese, si
parla che la
Norvegia ha cominciato con l’approvvigionamento di cibo e
sementi nella zona di Svalbard
nel Nord artico con l’aiuto degli USA e UE e di tutta la
Norvegia. La zona di Svalbard è la stessa dove, guarda caso, la
Gates Foundations e la famiglia Rockefeller hanno appena finito
di costruire una base sotterranea. Ma che coincidenza!!
Nella gelida isola di Spitsbergen,
desolato arcipelago delle Svalbard (mare di Barents, un migliaio
di chilometri dal Polo) è in via di febbrile completamento la
superbanca delle sementi, destinata a contenere i semi di tre
milioni di varietà di piante di tutto il mondo.

Una «banca»
scavata nel granito, chiusa da due portelloni a prova di bomba
con sensori rivelatori di movimento, speciali bocche di
aerazione, muraglie di cemento armato spesse un metro.
La fortificazione sorge presso il minuscolo agglomerato di
Longyearbyen, dove ogni estraneo che arrivi è subito notato; del
resto, l'isola è quasi deserta.
Ma vediamo
esattamente cosa scrive il politico norvegese:
"Il
pianeta X sta arrivando e la Norvegia ha cominciato con
l’approvvigionamento di cibo e sementi nella zona di Svalbard
nel Nord artico con l’aiuto degli US e UE e di tutto il paese.
Salveranno solamente chi fa parte dell’elite di potere e coloro
che potranno ancora creare o costruire: dottori, scienziati e
così via. Quanto a
me, già so che partirò prima del 2012 per l’area di Mosjoen,
dove si trova un’agevole base militare sotterranea.

nella foto
sopra: 'Noah's Ark'
Lì saremo
divisi in settori rossi, blu e verdi. I distintivi dell’esercito
norvegese sono già stati dati loro, e gli alloggi costruiti già
molto tempo fa.La gente
che sarà lasciata sulla superficie e morirà insieme a tutti gli
altri, non riceverà nessun tipo di aiuto. Il piano è che 2
milioni di Norvegesi si salverà e gli altri moriranno, questo
significa che 2.6oo.ooo persone periranno nella notte senza
sapere cosa fare.Tutti i
settori e le arche sono collegate tra loro attraverso tunnel e
un sistema di comunicazione di binari per macchine che ti
possono portare da un arca a un'altra. Solo grandi portoni
separano i settori così che non siano compromessi in nessun
modo."
"LA BANCA GENETICA DELL'APOCALISSE" NELL'ARTICO
Bill
Gates, Rockefeller e i giganti degli OGM sanno qualcosa che noi
non sappiamo
Se c'è un difetto che non si può rimproverare a Bill Gates, il
fondatore di Microsoft, è la pigrizia. A 14 anni era già
programmatore, a 20, quando ancora studiava all'università,
fondò la Microsoft, e nel 1995 Forbes lo proclamò l'uomo più
ricco del mondo come maggior azionista della Microsoft,
un'azienda che con la sua incessante attività è divenuta un
monopolio de facto nei sistemi software per pc.
Nel 2006, quando la maggior parte della gente nella sua
posizione avrebbe potuto pensare a ritirarsi in una tranquilla
isola del Pacifico, Bill Gates ha deciso di dedicare le sue
energie alla Bill and Melinda Gates Foundation, la più grande
fondazione privata "trasparente" come ama affermare, con
un'enorme dotazione di 34,6 miliardi di dollari e l'obbligo
legale, se vuole mantenere il suo status di ente di beneficenza
esente da tasse, di spendere 1,5 miliardi di dollari all'anno in
progetti di beneficenza in tutto il mondo.
Nel 2006, un amico e socio d'affari, il megainvestitore Warren
Buffett, aveva regalato 30 miliardi di dollari in azioni della
Berkshire Hathaway, collocando la fondazione di Gates nel
gruppetto che spende all'incirca l'equivalente del bilancio
annuale dell'OMS delle Nazioni Unite.
E dunque, quando Bill Gates decide d'investire attraverso la
Gates Foundation 30 milioni di dollari faticosamente guadagnati
in un programma, vale la pena di gettarci uno sguardo.
Attualmente non c'è niente di più interessante di un curioso
progetto in uno dei più sperduti buchi del mondo, l'arcipelago
delle Svalbard. Bill Gates sta spendendo milioni in una banca
genetica di semi nel mare di Barents, vicino all'Oceano Artico,
a circa 1.100 chilometri dal Polo Nord. Le Svalbard sono spogli
pezzi di roccia reclamate dalla Norvegia e cedute nel 1925 con
un trattato internazionale (cfr. mappa).
In questa isola dimenticata da Dio, Bill Gates sta investendo
decine dei suoi milioni assieme, tra gli altri, alla fondazione
Rockefeller, la Monsanto, la fondazione Syngenta e il governo
norvegese, in quella che è chiamata la "banca genetica
dell'Apocalisse". Il nome ufficiale del progetto è Svalbard
Global Seed Vault sull'isola norvegese di Spitsbergen, che fa
parte dell'arcipelago delle Svalbard.

La banca di semi, costruita nel cuore di una montagna dell'isola
Spitsbergen, vicino al piccolo villaggio di Longyearbyen, è
quasi pronta per "entrare in funzione", secondo i comunicati
stampa. La banca – con doppie porte blindate a prova di
esplosione azionate da sensori, due tunnel a tenuta stagna, e
pareti di calcestruzzo rinforzato con acciaio spesse un metro –
conterrà fino a tre milioni di varietà di semi del mondo intero,
"in modo che la diversità genetica possa essere conservata per i
tempi a venire", come dichiara il governo norvegese. I semi
verranno racchiusi in imballaggi speciali per eliminare ogni
contaminazione da polvere. Sul posto non vi sarà personale a
tempo pieno, ma la relativa inaccessibilità del deposito renderà
facile controllare ogni possibile presenza umana.
Abbiamo dimenticato qualcosa? I comunicati stampa affermano "in
modo che la diversità genetica possa essere conservata per i
tempi a venire". Ma quale futuro prevedono gli sponsor, in grado
minacciare la disponibilità globale degli attuali semi, quasi
tutti già molto ben protetti in apposite banche in tutto il
mondo?
Quando Bill Gates, la fondazione Rockefeller, la Monsanto e la
fondazione Syngenta si uniscono per dar vita a un progetto
comune vale la pena di scavare un poco più a fondo nelle rocce
dello Spitsbergen. Se lo facciamo, ecco saltar fuori particolari
affascinanti.
Il primo punto interessante è chi sta sponsorizzando "banca
genetica dell'Apocalisse". Al governo norvegese si sono
affiancati la Bill & Melinda Gates Foundation, come avevamo già
detto, la DuPont/Pioneer Hi-Bred, il gigante statunitense dell'agroalimentare
tra i maggiori proprietari di brevetti di semi OGM e chimica
collegata, la Syngenta, la più importante azienda con sede in
Svizzera di semi OGM e agrochimica attraverso la fondazione
Syngenta, la fondazione Rockefeller, il gruppo privato che negli
anni '70 aveva dato vita alla "rivoluzione genetica" con un giro
d'affari di oltre 100 milioni di dollari in sementi, e la CGIAR,
la rete mondiale creata dalla fondazione Rockefeller per
promuove il suo ideale di purezza genetica attraverso i
cambiamenti in agricoltura.
CGIAR e ‘Il progetto’
Come ho spiegato nel mio libro "Seeds of Destruction"[1], nel
1960 la fondazione Rockefeller, l'Agriculture Development
Council di John D. Rockefeller III, e la fondazione Ford avevano
unito le proprie forze per fondare, a Los Baños (nelle
Filippine) l'IRRI (International Rice Research Institute). Dal
1971, l'IRRI della fondazione Rockefeller, la sussidiaria
messicana International Maize and Wheat Improvement Center, e
altri due centri di ricerca internazionali messi in piedi dalla
fondazione Rockefeller e dalla fondazione Ford (la IITA per
l'agricoltura tropicale in Nigeria, e la IRRI per il riso nelle
Filippine) si erano fusi per dar vita alla rete mondiale CGIAR
(Consultative Group on International Agriculture Research).
Il CGIAR era stato messo a punto in una serie di riunioni
private svoltesi nel centro conferenze dalla fondazione
Rockefeller di Bellagio. I principali partecipanti erano stati
George Harrar per la fondazione Rockefeller, Forrest Hill per la
fondazione Ford, Robert McNamara per la Banca mondiale, e
Maurice Strong, il responsabile internazionale per l'ambiente
della famiglia Rockefeller, che, come fiduciario della
fondazione Rockefeller, nel 1972 organizzò a Stoccolma l'Earth
Summit delle Nazioni Unite. Faceva parte del pluridecennale
obiettivo della fondazione per mettere la scienza al servizio
dell'eugenetica, una repellente versione della purezza razziale,
in quello che è stato chiamato "Il progetto".
Per ottenere il massimo impatto, il CGIAR si era assicurato la
partecipazione della FAO, dell'UNDP e della Banca mondiale.
Così, sfruttando l'effetto leva dei suoi fondi iniziali,
agl'inizi degli anni '70 la fondazione Rockefeller era in grado
di ridisegnare la politica agricola mondiale. E lo fece. Grazie
alle generose borse di studio delle fondazioni Rockefeller e
Ford, il CGIAR fece in modo che i migliori scienziati e agronomi
del terzo mondo venissero trasferiti negli USA per
"padroneggiare" i concetti della moderna produzione
agroalimentare, in modo da poterli poi introdurre in patria.
Venne così creata una inestimabile rete d'influenza per
promuovere in questi paesi l'industria agroalimentare
statunitense, e più in particolare per promuovere nei paesi in
via di sviluppo la "rivoluzione genetica" degli OGM; tutto in
nome della scienza e di un mercato agricolo libero ed
efficiente.

[La "Banca Genetica dell'Apocalisse"]
Ingegnerizzazione genetica di una razza dominante?
La Svalbard Seed Bank comincia a divenire interessante. Ma c'è
di meglio. "Il progetto" di cui parlavo prima è il progetto
della fondazione Rockefeller e di potenti interessi finanziari
che fin dagli anni '20 intende usare l'eugenetica, più tardi
rinominata genetica, per giustificare la creazione di una Razza
dominante geneticamente modificata. Hitler e i nazisti l'avevano
chiamata Razza Ariana.
L'eugenetica di Hitler era in buona parte finanziata dalla
stessa fondazione Rockefeller che oggi sta costruendo la "banca
genetica dell'Apocalisse" per salvaguardare campioni di ogni
seme sul pianeta. La cosa si sta facendo veramente intrigante.
La stessa fondazione Rockefeller aveva creato una disciplina
pseudoscientifica di biologia molecolare nel suo incessante
tentativo di ridurre la vita umana a una "definizione di
sequenza genetica" che, sperava, avrebbe potuto poi essere
modificata per cambiare a volontà le caratteristiche umane. Gli
eugenisti di Hitler, molti dei quali furono poi discretamente
trasferiti negli Stati Uniti alla fine della guerra per
continuare le ricerche di eugenetica biologica, avevano creato
le basi dell'ingegnerizzazione genetica di varie forme viventi,
sostenuta apertamente durante buona parte del Terzo Reich dalle
generose borse di studio della fondazione Rockefeller.[2]
La stessa fondazione aveva poi dato vita alla cosiddetta
Rivoluzione verde, dopo un viaggio in Messico nel 1946 di Nelson
Rockefeller e di Henry Wallace, ex segretario all'agricoltura
del New Deal e fondatore della Pioneer Hi-Bred Seed Company.
La Rivoluzione verde intendeva risolvere i problemi alimentari
del mondo, soprattutto in Messico, India e negli altri paesi in
cui lavorava Rockefeller. Norman Borlaug, agronomo della
fondazione, ottenne il premio Nobel della pace per il suo
lavoro, qualcosa di cui c'è poco da vantarsi visto che persino
Henry Kissinger ha ottenuto lo stesso riconoscimento.
In realtà, come salterà fuori anni dopo, la Rivoluzione verde
era una brillante trovata della famiglia Rockefeller per
sviluppare un'industria agroalimentare mondiale in cui avrebbe
avuto il monopolio, proprio come erano riusciti a fare nel
settore petrolifero nei cinquanta anni precedenti. Come Henry
Kissinger affermò negli anni '70 "Chi controlla il petrolio
controlla il paese, chi controlla il cibo controlla la
popolazione".
Agroalimentare e Rivoluzione verde dei Rockefeller avanzavano
mano nella mano: facevano parte di una strategia globale che
qualche anno più tardi includerà anche il finanziamento da parte
della fondazione Rockefeller della ricerca per sviluppare l'ingegnerizzazione
genetica delle piante e degli animali.
John H. Davis, vicesegretario all'Agricoltura sotto il
presidente Dwight Eisenhower all'inizio degli anni '50, lasciò
Washington nel 1955 e si spostò all'Harvard Graduate School of
Business, all'epoca un posto piuttosto insolito per un esperto
agricolo. Ma aveva in mente una precisa strategia. Nel 1956
scrisse un articolo nell'Harvard Business Review in cui
dichiarava che "la sola strada per risolvere una volta per tutte
il cosiddetto problema agricolo, ed evitare ingombranti
programmi statali, era quella di passare dall'agricoltura all'agroalimentare".
Sapeva di cosa parlava, anche se pochi altri ne avevano
all'epoca un'idea: una rivoluzione nella produzione agricola che
avrebbe concentrato il controllo della catena alimentare nelle
mani delle multinazionali, lontano dalla tradizionale conduzione
agricola familiare. [3]
Un aspetto cruciale che aveva attirato l'interesse della
fondazione Rockefeller e delle aziende agroalimentari
statunitensi era il fatto che la Rivoluzione verde si basava
sulla proliferazione di nuovi semi ibridi nei mercati in via di
sviluppo. E una caratteristica vitale dei semi ibridi è
l'impossibilità di riprodursi, perché hanno una protezione
interna contro la moltiplicazione. A differenza delle normali
specie liberamente fecondate, i cui semi danno vita a raccolti
simili a quelli di partenza, i raccolti dei semi nati da piante
ibride sono sensibilmente inferiori a quelli della prima
generazione.
La particolarità dell'impoverimento del raccolto degli ibridi
significa che gli agricoltori devono comprare nuovi semi ogni
anno per ottenere raccolti abbondanti. Il raccolto inferiore
della seconda generazione elimina inoltre il commercio di
sementi, spesso fatto dai produttori di semi senza
l'autorizzazione dei selezionatori, e impedisce agl'intermediari
di ridistribuire le colture commerciali. Se le grandi
multinazionali delle sementi potessero controllare direttamente
le linee parentali di semi, nessun concorrente o agricoltore
potrebbe produrre ibridi. La concentrazione mondiale di brevetti
per sementi ibride nelle mani di un gruppetto di giganti dei
semi, guidati dalla Pioneer Hi-Bred della DuPont e dalla Dekalb
della Monsanto ha spianato il terreno alla successiva
rivoluzione dei semi OGM. [4]
In effetti, l'introduzione della moderna tecnologia agricola
americana, dei fertilizzanti chimici e dei semi ibridi
commerciali, aveva fatto si che nell'insieme gli agricoltori dei
paesi in via di sviluppo, e soprattutto quelli più grandi,
dipendessero completamente dagli stranieri, in particolare dalle
aziende agroalimentari e chimiche statunitensi. Era il primo
passo di quello che sarebbe stato un processo decennale
attentamente pianificato.
Durante la Rivoluzione verde, l'agroalimentare stava compiendo
passi da gigante in mercati prima di accesso limitato per gli
esportatori statunitensi. La tendenza verrà dopo propagandata
come "agricoltura di mercato", anche se in realtà si trattava di
un'agricoltura controllata dal settore agroalimentare.
Durante la Rivoluzione verde, la fondazione Rockefeller e più
tardi la fondazione Ford lavorarono mano nella mano per
orientare e sostenere gli obiettivi di politica estera dell'USAID
(United States Agency for International Development) e della
CIA.
Una delle peggiori conseguenze della Rivoluzione verde fu lo
spopolamento delle campagne; i contadini dovettero spostarsi
nelle bidonville che attorniano le città, alla disperata ricerca
di un lavoro. Non fu un episodio accidentale: faceva parte del
piano per creare forze di lavoro economiche in vista dell'arrivo
delle industrie multinazionali americane, la "globalizzazione"
degli ultimi anni.
Quando terminò l'autoesaltazione della Rivoluzione verde, i
risultati furono ben diversi da quelli promessi. L'uso
indiscriminato dei nuovi pesticidi chimici aveva creato seri
problemi, spesso con gravi conseguenze per la salute. Col tempo
la monocoltura delle nuove varietà di semi ibridi aveva ridotto
la fertilità del suolo e dei raccolti. Dapprima i vantaggi erano
apparsi impressionanti (raccolti doppi o tripli per alcune
colture, ad esempio frumento e, più tardi, grano in Messico) ma
ben presto svanirono.
La Rivoluzione verde era di solito accompagnata da grandi
progetti d'irrigazione che spesso prevedevano prestiti della
Banca mondiale per costruire nuove grandi dighe, e distruggere
nel frattempo aree precedentemente coltivate e fattorie fertili.
Il super-frumento produceva, è vero, raccolti più abbondanti, ma
saturando ogni ettaro di terra con grandi quantità di
fertilizzanti derivati da nitrati e petrolio, entrambi
controllati dalle Sette Sorelle, le grandi compagnie petrolifere
dominate da Rockefeller.
Venivano inoltre adoperate grandi quantità di erbicidi e
pesticidi, dando così vita a nuovi mercati per i giganti
petroliferi e chimici. Come ha detto un analista, la Rivoluzione
verde è stata in realtà una rivoluzione chimica. I paesi in via
di sviluppo non avrebbero mai potuto pagare queste masse di
pesticidi e fertilizzanti, se non ci fossero stati i crediti
gentilmente concessi dalla Banca mondiale e i prestiti speciali
della Chase Bank e di altre importanti banche di New York e
garantiti dal governo statunitense.
I prestiti, elargiti a un gran numero di paesi in via di
sviluppo, finivano soprattutto ai grandi proprietari terrieri.
La situazione era invece differente per i piccoli agricoltori,
che non potevano sostenere i costi dei fertilizzanti e delle
altre moderne apparecchiature, ed erano quindi costretti a
chiedere soldi in prestito. In un primo momento vari programmi
statali avevano tentato di elargire piccole somme agli
agricoltori per consentire loro di acquistare semi e
fertilizzanti, ma quelli che non potevano partecipare a
programmi di questo tipo dovevano cercare fondi nel settore
privato. A causa degli esorbitanti tassi d'interesse dei
finanziamenti non ufficiali, molti piccoli agricoltori non
avevano nemmeno profittato dei benefici dei primi raccolti, più
abbondanti; a fine stagione dovevano vendere tutto o quasi il
prodotto per rimborsare prestito e interessi. Erano così
arrivati a dipendere dagli usurai e dai commercianti, e spesso
perdevano le loro terre. Anche con i prestiti agevolati delle
agenzie governative, i raccolti destinati a garantire
l'esistenza lasciavano il posto alla produzione di raccolti al
solo scopo di far denaro.[5]
Da decenni gli stessi interessi economici, inclusa la fondazione
Rockefeller che aveva sostenuto la Rivoluzione verde, stavano
lavorando per promuovere una seconda "rivoluzione genetica",
come vari anni orsono la definì il presidente della fondazione
Rockefeller Gordon Conway, cioè la diffusione dell'agricoltura
industriale e dei prodotti commerciali, inclusi i semi OGM
brevettati.
Gates, Rockefeller e la Rivoluzione verde in Africa
Tenendo ben presente i retroscena della Rivoluzione verde di
Rockefeller degli anni '50, diventa ancora più curioso
constatare che la stessa fondazione Rockefeller, assieme alla
fondazione Gates che sta adesso investendo milioni di dollari
per preservare tutti i semi contro un possibile scenario
"apocalittico", stia anche partecipando a un progetto noto come
"L'Alleanza per una rivoluzione verde in Africa".
AGRA è un'alleanza con la stessa fondazione Rockefeller che ha
dato vita alla "Rivoluzione genetica". Ce lo conferma uno
sguardo al suo consiglio d'amministrazione, il cui presidente è
nientedimeno che l'ex segretario generale delle Nazioni Unite
Kofi Annan. Nel suo discorso d'insediamento al Forum economico
mondiale di Città del Capo nel giugno 2007, Kofi Annan ha
dichiarato: "Accetto con gratitudine questa sfida e ringrazio la
fondazione Rockefeller, la fondazione Bill & Melinda Gates, e
tutti coloro che sostengono la nostra campagna per l'Africa".
Il consiglio di amministrazione dell'AGRA conta tra le sue file
anche Strive Masiyiwa, fiduciario sudafricano della fondazione
Rockefeller, Sylvia M. Mathews, della fondazione Bill & Melinda
Gates, Mamphela Ramphele, ex direttore generale (2000-2006)
della Banca mondiale, Rajiv J. Shah, della fondazione Bill &
Melinda Gates, Nadya K. Shmavonian, della fondazione Rockefeller,
Roy Steiner, della fondazione Bill & Melinda Gates. Inoltre
Alliance for AGRA include Gary Toenniessen, direttore generale
della fondazione Rockefeller, e Akinwumi Adesina, direttore
associato della stessa fondazione.
Per completare i ranghi, il Programmes for AGRA include Peter
Matlon, direttore generale della fondazione Rockefeller, Joseph
De Vries, direttore del Programme for Africa’s Seed Systems e
direttore associato della fondazione Rockefeller, e Akinwumi
Adesina, direttore associato della stessa fondazione. Proprio
come la vecchia e fallita Rivoluzione verde in India e Messico,
anche la nuova Rivoluzione verde per l'Africa è di tutta
evidenza una priorità assoluta per la fondazione Rockefeller.
Anche se fino a questo momento mantengono un profilo basso, si
pensa che la Monsanto e i giganti dell'agroalimentare OGM
intendano usare l'AGRA di Kofi Annan per diffondere i loro semi
OGM brevettati in tutta l'Africa sotto la falsa etichetta di
"biotecnologia", il nuovo eufemismo per i semi brevettati
bioingegnerizzati. Per il momento la Repubblica sudafricana è il
solo paese in cui sono legalmente consentite le piantagioni di
OGM. Nel 2003 il Burkina Faso ha autorizzato piantagioni
sperimentali. Nel 2006 il Gana, patria di Kofi Annan, ha messo a
punto un progetto di legislazione e alcuni importanti funzionari
hanno manifestato l'intenzione di continuare le ricerche sulle
piantagioni di OGM.
L'Africa è il prossimo obiettivo della campagna del governo
statunitense per la diffusione degli OGM a scala mondiale. I
suoi ricchi terreni ne fanno un candidato ideale. Non c'è da
sorprendersi se molti governi africani si attendono il peggio
dagli sponsor di questa tecnica, visto che nel continente sono
stati avviati un mare di progetti di ingegnerizzazione genetica
e di biosicurezza con lo scopo dichiarato d'introdurre gli OGM
nei loro sistemi agricoli: sponsorizzazioni offerte dal governo
americano per addestrare gli scienziati africani nell'ingegneria
genetica, progetti di biosicurezza finanziati dall'USAID (United
States Agency for International Development) e dalla Banca
mondiale, ricerche sugli OGM che coinvolgono i raccolti
alimentari indigeni.
La fondazione Rockefeller, che sta lavorando da anni (in gran
parte senza successo) per promuovere progetti destinati a
introdurre le coltivazioni di OGM in Africa, ha finanziato
ricerche sull'applicabilità del cotone OGM nelle pianure
sudafricane di Makhathini.
La Monsanto, che è saldamente introdotta nell'industria
sudafricana dei semi, sia ibridi che OGM, ha messo a punto un
ingegnoso programma destinato ai piccoli agricoltori, noto come
campagna dei "Semi della speranza", per consentire ai contadini
poveri di avviare la rivoluzione verde, cui faranno naturalmente
seguito i semi OGM brevettati dalla multinazionale. [6]
La multinazionale svizzera Syngenta AG, uno dei "Quattro
cavalieri dell'apocalisse OGM", sta riversando milioni di
dollari in un nuova struttura a Nairobi per sviluppare un mais
OGM in grado di resistere agl'insetti. La Syngenta fa anche
parte del CGIAR.[7]
Andiamo nelle Svalbard
È semplice trascuratezza filosofica? Che cosa spinge le
fondazioni Gates e Rockefeller a favorire, assieme e nello
stesso momento, la proliferazione in Africa di semi brevettati,
e dei semi Terminator in corso di brevettazione, un processo
che, come già è successo in tutto il resto del mondo, distrugge
le varietà di semi quando viene introdotta la monocoltura
agroalimentare industrializzata? E che cosa li spinge ad
investire allo stesso tempo decine di milioni di dollari per
proteggere ogni varietà di semi conosciuta in una banca
dell'apocalisse a prova di bomba vicino al circolo polare
artico, "in modo che la diversità genetica possa essere
conservata per i tempi a venire" per usare le loro stesse
parole?
Non è un caso che le fondazioni Gates e Rockefeller stiano
portando avanti una Rivoluzione verde in Africa nello stile OGM,
proprio quando finanziano discretamente "La banca genetica
dell'Apocalisse" nell'arcipelago delle Svalbard. I giganti dell'agroalimentare
sono oberati di lavoro nel progetto Svalbard.
E in effetti l'intera operazione Svalbard e la gente che vi
partecipa fanno venire in mente le peggiori scene di un
best-seller di Michael Crichton, Andromeda, un thriller
fantascientifico in cui l'intera razza umana veniva minacciata
da un morbo mortale di origine extraterrestre che provocava una
rapida e fatale coagulazione del sangue. Nelle Svalbard, il
futuro deposito di semi più sicuro al mondo verrà sorvegliato
dai poliziotti della Rivoluzione verde OGM: le fondazioni
Rockefeller e Gates, la Syngenta, la DuPont e il CGIAR.
Il progetto Svalbard verrà gestito dalla GCDT (Global Crop
Diversity Trust). Ma che cos'è quest'organizzazione cui viene
affidato l'imponente compito di conservare tutte le varietà di
semi al mondo? Il GCDT è stato fondato dalla FAO (Food and
Agriculture Organisation) e dalla Bioversity International (in
precedenza, International Plant Genetic Research Institute), una
filiazione del CGIAR.
Il consiglio d'amministrazione del Global Crop Diversity Trust,
che ha sede a Roma, è presieduto da Margaret Catley-Carlson, una
canadese che fa anche parte del comitato consultivo del Group
Suez Lyonnaise des Eaux, una delle più grandi aziende private
mondiali del settore idrico. Fino al 1998, Catley-Carlson è
stata anche presidente del Population Council, con base a New
York, un'organizzazione creata nel 1952 da John D. Rockefeller
per ridurre la popolazione e diffondere il programma eugenetico
della famiglia Rockefeller con la scusa di promuovere la
"pianificazione familiare", i mezzi contraccettivi, la
sterilizzazione, e il "controllo della popolazione" nei paesi in
via di sviluppo.
Tra gli altri membri del consiglio di amministrazione del GCDT
troviamo figure notevoli.
Lewis Coleman, ex dirigente della Bank of America e attualmente
capo della Hollywood DreamWorks Animation, che dirige anche il
consiglio di amministrazione della Northrup Grumman Corporation
(una delle più grandi industrie belliche statunitensi
appaltatrice del Pentagono).
Il brasiliano Jorio Dauster, che è anche presidente del
consiglio di Brasil Ecodiesel ed è stato ambasciatore del
Brasile presso l'Unione europea e capo negoziatore del debito
estero per conto del Ministero delle finanze del suo paese.
Dauster è anche stato presidente dell'Istituto brasiliano per il
caffè e coordinatore del Progetto per la modernizzazione del
sistema brevettuale brasiliano, incarico che comporta tra
l'altro la legalizzazione dei brevetti sui semi geneticamente
modificati, operazione fino a poco tempo fa vietata dalle leggi
del paese.
Cary Fowler è il direttore esecutivo del fondo. Fowler è stato
professore e direttore della ricerca nel dipartimento di studi
internazionali sull'ambiente e lo sviluppo dell'università
norvegese di scienze della vita. È stato anche consigliere
senior del direttore generale di Bioversity International, dove
rappresentava i Future Harvest Centres del CGIAR (Consultative
Group on International Agricultural Research) nei negoziati
sull'International Treaty on Plant Genetic Resources. Negli anni
'90 ha diretto l'International Program on Plant Genetic
Resources della FAO. Ha preparato il progetto e ha visionato i
negoziati del Global Plan of Action for Plant Genetic Resources
della FAO, adottato da 150 paesi nel 1996. È stato anche membro
del National Plant Genetic Resources Board statunitense e del
comitato dei garanti dell'International Maize and Wheat
Improvement Center in Messico, un altro progetto della
fondazione Rockefeller e del CGIAR.
L'indiano Mangala Rai è segretario del DARE (Department of
Agricultural Research and Education) indiano, e direttore
generale dell'ICAR (Indian Council for Agricultural Research). È
anche membro d'amministrazione dell'IRRI (International Rice
Research Institute) della fondazione Rockefeller, che ha
promosso il primo grosso esperimento sugli OGM a livello
mondiale, il super acclamato "Riso d'oro" che risultò un
fallimento. Rai è stato membro d'amministrazione del CIMMYT (International
Maize and Wheat Improvement Center) e membro del consiglio
esecutivo del CGIAR.
Tra i donatori, o angeli finanziari, del Global Crop Diversity
Trust sono presenti "tutti i soliti sospetti" per usare le
parole di Humphrey Bogart nell'indimenticabile Casablanca: oltre
alle fondazioni Rockefeller e Gates, i giganti dell'OGM
DuPont-Pioneer Hi-Bred, Syngenta, CGIAR e USAID, l'agenzia per
l'aiuto allo sviluppo del dipartimento di stato americano da
sempre attivamente pro OGM. A quanto sembra dunque, a guardia
del pollaio dell'umanità, il negozio della diversità mondiale
dei semi a Svalbard, avremo i furbastri degli OGM e della
riduzione della popolazione. [8]
Perché ora le Svalbard?
Possiamo legittimamente chiederci perché Bill Gates e la
fondazione Rockefeller, oltre agli altri giganti dell'ingegnerizzazione
genetica agroalimentare quali DuPont e Syngenta, stiano
lavorando con il CGIAR per costruire "La banca genetica
dell'Apocalisse" nell'Artico.
Chi usa in primo luogo una tale banca dei semi? I maggiori
utilizzatori sono i selezionatori di sementi e i ricercatori.
Oggigiorno i maggiori selezionatori di sementi sono Monsanto,
DuPont, Syngenta e Dow Chemical, i giganti mondiali dei brevetti
di OGM. Dagl'inizi del 2007, la Monsanto e il governo
statunitense posseggono il brevetto mondiale del cosiddetto
"Terminator", o GURT (Genetic Use Restriction Technology).
Terminator è una minacciosa tecnologia grazie alla quale un seme
commerciale brevettato si "suicida" dopo il primo raccolto. Le
aziende private di sementi dispongono quindi di un controllo
totale che si accompagna a quello sulla catena alimentare. Nella
storia della razza umana non c'è mai stato niente di simile in
passato.
Questo ingegnoso terminatore ingegnerizzato geneticamente
obbliga i contadini a rivolgersi ogni anno alla Monsanto, o a un
altro fornitore di semi OGM, e comprare nuovi semi per il riso,
la soia, il grano, il frumento o qualsiasi altro tipo di
raccolto di cui abbiano bisogno per sfamare la popolazione. Se
si riuscisse a diffondere il Terminator a scala mondiale,
potrebbe bastare un decennio o poco più per trasformare la
maggior parte dei produttori alimentari in nuovi servi feudali,
schiavi di tre o quattro gigantesche aziende di semi come la
Monsanto, la DuPont o la Dow Chemical.
E ciò, naturalmente, potrebbe anche permettere a queste aziende
private, magari su richiesta del governo che le ospita, di
negare i semi a l'uno o l'altro paese in via di sviluppo le cui
politiche dovessero contrastare gl'interessi di Washington.
Quelli che dicono "una cosa simile non può accadere qui da noi"
dovrebbero prestare maggiore attenzione agli attuali avvenimenti
mondiali. La semplice esistenza di una tale concentrazione di
potere nelle mani di tre o quattro giganti privati statunitensi
dell'agroalimentare sarebbe un buon motivo per interdire
legalmente tutti i raccolti OGM quand'anche i raccolti dovessero
realmente migliorare, cosa che chiaramente non succede.
Sarebbe difficile riconoscere a Monsanto, DuPont e Dow Chemical
un comportamento senza macchia per quel riguarda il rispetto
della vita umana. Hanno sviluppato e diffuso nuove sostanze
quali la diossina, i PCB, l'Agente arancio. Hanno nascosto per
decenni le prove evidenti delle conseguenze cancerogene e degli
altri severi danni per la salute umana legati all'uso delle
sostanze chimiche tossiche. Hanno distrutto accurati rapporti
scientifici sul fatto che il glifosate, ingrediente essenziale
dell'erbicida Roundup della Monsanto, il più diffuso al mondo e
legato all'acquisto della maggior parte dei semi ingegnerizzati
geneticamente, è tossico quando si riversa nell'acqua
potabile.[9] La Danimarca ha bandito il glifosate nel 2003,
quando venne confermato che aveva contaminato le falde acquifere
del paese.[10]
La diversità conservata nelle banche dei semi genetiche è la
materia prima per la riproduzione delle piante e per una grande
quantità di ricerche biologiche di base. Varie centinaia di
migliaia di campioni vengono distribuiti ogni anno proprio per
questo scopo. La FAO elenca circa 1.400 banche di semi in tutto
il mondo, in buona parte gestite dal governo statunitense, ma
anche da Cina, Russia, Giappone, India, Corea del sud, Germania
e Canada (in ordine discendente di dimensione). Inoltre il CGIAR
gestisce una catena di banche dei semi in centri selezionati in
tutto il mondo.
Il CGIAR, creato nel 1972 dalle fondazioni Rockefeller e Ford
per diffondere il modello agroalimentare della Rivoluzione
verde, controlla la maggior parte delle banche di semi private,
dalle Filippine alla Siria e al Kenia. Complessivamente, le
banche di semi posseggono attualmente oltre sei milioni e mezzo
di varietà di semi, quasi due milioni dei quali "diversi". La
banca dell'Apocalisse delle Svalbard avrà la possibilità di
conservare quattro milioni e mezzo di semi diversi.
Gli OGM come arma di guerra biologica?
E adesso arriviamo al cuore del pericolo di un uso improprio del
progetto Svalbard delle fondazioni Gates e Rockefeller. Lo
sviluppo di semi brevettati per buona parte delle più importanti
coltivazioni di sostentamento (riso, grano, frumento) e per i
cereali da foraggio (come la soia) potrebbe essere usato come
arma letale di guerra biologica?
L'obiettivo esplicito della lobby eugenetica creata dall'elite
delle famiglie più ricche (Rockefeller, Carnegie, Harriman e
altre) sin dagli anni '20 includeva quello che avevano definito
"eugenetica negativa", cioè l'eliminazione sistematica delle
linee di sangue indesiderate. Nel 1939 l'eugenista Margaret
Sanger, fondatrice del Planned Parenthood International e intima
amica della famiglia Rockefeller, avviò ad Harlem il progetto
The Negro, che partiva dall'idea, per usare le parole che
scrisse in una lettera a un amico, di "sterminare la popolazione
negra".[11]
Nel 2001 Epicyte, una piccola società californiana di
biotecnologia, annunciò di aver sviluppato un tipo di grano
geneticamente modificato che conteneva uno spermicida in grado
di rendere sterile lo sperma di chi lo mangiava. Epicyte, che
all'epoca aveva un accordo di joint venture per diffondere la
sua tecnologia con la DuPont e Syngenta (due sponsor della banca
genetica dell'Apocalisse nelle Svalbard) è stata successivamente
comprata da una società di biotecnologia della Carolina del
Nord. È sorprendente scoprire che Epicyte aveva sviluppato il
suo grano OGM spermicida usando fondi di ricerca concessi dal
dipartimento dell'agricoltura statunitense, lo stesso USDA che,
nonostante l'opposizione di tutto il mondo, ha continuato a
finanziare la tecnologia Terminator, ora posseduta dalla
Monsanto.
Negli anni '90, l'Organizzazione mondiale della sanità aveva
lanciato una campagna per vaccinare milioni di donne tra i 15 e
i 45 anni in Nicaragua, Messico e Filippine, ufficialmente
contro il tetano, una malattia provocata da fatti come il
ferirsi con un chiodo arrugginito. Il vaccino non veniva dato a
uomini e ragazzi, nonostante il fatto che corressero gli stessi
rischi di ferirsi delle donne.
La curiosa anomalia insospettì il Comite Pro Vida messicano,
un'organizzazione della chiesa cattolica romana, che fece
testare un campione del vaccino. I test rivelarono che il
vaccino antitetanico, distribuito dall'OMS solo a donne in età
riproduttiva, conteneva gonadotropina corionica umana (hCG), un
ormone naturale che, combinato con la molecola portatrice del
tossoide del tetano, stimola gli anticorpi e rende la donna
incapace di portare a termine la gravidanza. Nessuna delle donne
vaccinate era stata avvertita.
Saltò poi fuori che la fondazione Rockefeller, il Population
Council della Rockefeller, la Banca mondiale e il National
Institutes of Health delle Nazioni Unite avevano partecipato dal
1972 a un progetto ventennale, per conto dell'OMS, di vaccino
abortivo nascosto nella molecola portatrice del tetano. Inoltre,
il governo norvegese, che ospita nelle Svalbard la banca
dell'Apocalisse, aveva donato 41 milioni di dollari per
sviluppare questo speciale vaccino antitetanico abortivo [12]
È una pura coincidenza che le stesse organizzazioni, dal governo
norvegese alla fondazione Rockefeller e alla Banca mondiale,
partecipino al progetto di banca dei semi nelle Svalbard?
Secondo il professor Francis Boyle, che stese il progetto di
Biological Weapons Anti-Terrorism Act del 1989 varato dal
Congresso americano, il Pentagono sta "adesso attrezzandosi per
combattere e vincere la guerra biologica" nel quadro delle due
direttive strategiche nazionali di Bush adottate, come lui
stesso sottolinea, "senza conoscenza e esame pubblico" nel 2002.
Boyle aggiunge che nel solo periodo 2001-2004 il governo
federale ha speso 14,5 miliardi di dollari per lavori civili
legati alla bioguerra, una somma stupefacente.
Richard Ebright, biologo della Rutgers University, stima che
oltre 300 istituti scientifici e circa 12.000 persone abbiano
attualmente accesso negli Stati Uniti a patogeni adatti alla
guerra biologica. Esistono 497 finanziamenti del NIH americano
per ricerche nel campo delle malattie infettive potenzialmente
utilizzabili nella guerra biologica, ovviamente giustificate
come difesa contro possibili attacchi terroristici, oggi tanto
di moda.
Molti fondi del governo spesi per la ricerca sulla guerra
biologica sono destinati all'ingegneria genetica. Jonathan King,
professore di biologia al MIT, sostiene che "la crescita dei
programmi bioterroristici costituisce un grave pericolo
emergente per la nostra stessa popolazione", e aggiunge che
"anche se questi programmi vengono sempre definiti difensivi,
nel caso delle armi biologiche i programmi di difesa e offesa
coincidono quasi completamente".[13]
Il tempo ci dirà se, Dio non voglia, la banca genetica
dell'Apocalisse nelle Svalbard delle fondazioni Gates e
Rockefeller è parte di un'altra Soluzione finale, che coinvolge
questa volta l'ultimo, grande pianeta Terra.
NOTE
[1] F. William Engdahl, Seeds of Destruction, Montreal, (Global Research,
2007).
[2] Ibid, pp.72-90.
[3] John H. Davis, Harvard Business Review, 1956, cited in
Geoffrey Lawrence, Agribusiness, Capitalism and the Countryside,
Pluto Press, Sydney, 1987. See also Harvard Business School, The
Evolution of an Industry and a Seminar: Agribusiness Seminar,
http://www.exed.hbs.edu/programs/agb/seminar.html.
[4] Engdahl, op cit., p. 130.
[5] Ibid. P. 123-30.
[6] Myriam Mayet, The New Green Revolution in Africa: Trojan
Horse for GMOs?, May, 2007, African Centre for Biosafety,
www.biosafetyafrica.net.
[7] ETC Group, Green Revolution 2.0 for Africa?, Communique
Issue #94, March/April 2007.
[8] Global Crop Diversity Trust website, in
http://www.croptrust.org/main/donors.php.
[9] Engdahl, op. cit., pp.227-236.
[10] Anders Legarth Smith, Denmark Bans Glyphosates, the Active
Ingredient in Roundup, Politiken, September 15, 2003, in
organic.com.au/news/2003.09.15.
[11] Tanya L. Green, The Negro Project: Margaret Sanger’s
Genocide Project for Black American’s, in www.blackgenocide.org/negro.html.
[12] Engdahl, op. cit., pp. 273-275; J.A. Miller, Are New
Vaccines Laced With Birth-Control Drugs?, HLI Reports, Human
Life International, Gaithersburg, Maryland; June/July 1995,
Volume 13, Number 8.
[13] Sherwood Ross, Bush Developing Illegal Bioterror Weapons
for Offensive Use,’ December 20, 2006, in www.truthout.org.
F. William Engdahl, autore di
Seeds of Destruction, the Hidden Agenda of
Genetic Manipulation, appena
pubblicato da Global Research, e di A Century of War:
Anglo-American Oil Politics and the New World Order (Pluto Press
Ltd.) è ricercatore associato del Centre for Research on
Globalization (CRG).
I suoi testi possono essere consultati all'indirizzo
www.engdahl.oilgeopolitics.net
e su Global Research. Per contattarlo via email: info@engdahl.oilgeopolitics.net.
Titolo originale: "'Doomsday Seed Vault' in the Arctic"
Fonte: http://www.globalresearch.ca/
Link
04.12.2007
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO
PAPPALARDO
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