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La stella, conosciuta anche
con il nome di Nemesis, è cinque volte più grande di Giove e
potrebbe essere responsabile dell'impatto che ha estinto i
dinosauri 65 milioni di anni fa.
Alcuni scienziati ritengono
che il bombardamento da parte di “missili di ghiaccio”
potrebbe essere la causa della massiccia estinzione della
vita che, affermano, avviene ogni 26 milioni di anni. Si
ipotizza che Nemesis si trovi ad una distanza pari a 25.000
volte quella tra la Terra e il Sole o, in altre parole, a un
terzo di anno luce da noi.
Gli astronomi credono che si
tratti di una nana bruna o rossa, ovvero di una “stella
mancata” che non è riuscita a generare abbastanza energia
per bruciare come il Sole. Dovrebbe essere possibile
individuarla tramite il telescopio termosensibile WISE (Wide-Field
Infrared Survey Explorer - esploratore a infrarossi ad ampio
raggio, ndt). Lanciato l'anno scorso, WISE ha iniziato a
scrutare il cielo in gennaio. Ci si aspetta che scopra circa
un migliaio di nane brune fino a 25 anni luce dal Sole (la
nostra soglia cosmica) prima che il suo refrigerante si
esaurisca in ottobre.
La più vicina stella ad uno
stadio simile al nostro Sole si trova a circa 4,5 anni luce
da noi.
Si crede che il nostro
sistema solare sia circondato da una vasta quantità di corpi
ghiacciati denominata Nube di Oort e situata a una distanza
doppia rispetto a quella di Nemesis. Alcuni di questi corpi
vengono diretti verso i pianeti in forma di comete (corpi
giganti composti da ghiaccio, polvere e roccia) e
l'impressione è che la responsabile di ciò sia l'influenza
gravitazionale della “stella della morte”. I paleontologi
David Raup e Jack Sepkoski hanno scoperto che negli ultimi
250 milioni di anni la vita sulla Terra è stata distrutta
seguendo cicli di 26 milioni di anni. Sembra che la causa
risieda negli impatti cometari.
Una inchiesta scientifica
conclusasi la settimana scorsa conclude che fu un simile
impatto a causare l'estinzione dei dinosauri 65 milioni di
anni fa, anche se il fatto non è stato messo in relazione
con Nemesis.
La maggior parte delle stelle
ha una o più stelle compagne che orbitano una vicino
all'altra: ne consegue che lo status di single
del nostro Sole apparirebbe alquanto inusuale.
foto sopra: immagine che
mostra Planet X scattata da uno dei telescopi spaziali della
serie IRAS
Il maggior indizio
dell'esistenza di Nemesis è un misterioso pianeta nano
chiamato Sedna, individuato in un'orbita attorno al Sole
molto lunga: 12.000 anni. Mike Brown, colui che ha
scoperto Sedna nel 2003, ha dichiarato: «Sedna è un
oggetto molto anomalo, non dovrebbe trovarsi lì!». Sedna
non si avvicina mai a nessuno dei pianeti giganti o al
Sole. La sua orbita, là fuori, è incredibilmente
eccentrica. L'unico modo per ottenere un'orbita così
ellittica è avere un qualche tipo di corpo gigante che
ti spinge. Quindi che cosa c'è là fuori?
Il professor John Matese,
dell'università di Louisiana (Lafayette), dichiara che
la maggior parte delle comete del sistema solare interno
sembra provenire della regione della Nube di Oort,
lanciata dall'influenza di una stella compagna del Sole
che sparge le comete lungo la sua scia. Metese
suggerisce che la stella è fino a cinque volte più
grande di Giove, o 7.000 volte più grande della Terra.
Ha affermato inoltre che
«C'è una rilevante evidenza statistica che tale
concentrazione di comete possa essere causata dalla
compagna del nostro Sole».
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