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LA MATRIX
DIVINA
LA MENTE DI DIO

C’è un luogo dove tutte le
cose hanno inizio, un regno fatto di pura
energia che
semplicemente “esiste”. In questa
incubatrice
quantistica di
realtà, tutto è
possibile. Il successo personale, l’abbondanza
e la guarigione, ma
anche il fallimento,
la scarsità e la
malattia… tutto, dalla
più grande paura al più profondo desiderio umano, ha origine in
questa “zuppa” di potenzialità.
Attraverso gli agenti di
creazione della realtà – l’immaginazione,
le aspettative, il
giudizio, la
passione e la
preghiera – noi
sollecitiamo la genesi di ciascuna possibilità. Con le nostre
convinzioni su chi siamo, cosa abbiamo o non abbiamo e cosa
dovremmo o non dovremmo essere, diamo vita alle
gioie più grandi e ai
momenti più oscuri della vita.
Per gestire questo luogo di
energia pura è
necessario sapere che esiste, comprenderne il funzionamento e
infine parlare un linguaggio
che sappia riconoscere. Tutte le cose si pongono alla nostra
portata, quando diventiamo
architetti della realtà nel luogo da cui scaturisce il
mondo: lo spazio incontaminato della Matrix Divina.
Chiave n. 1: La Matrix Divina è
il contenitore dell’universo, il ponte che unisce tutte le cose
e lo specchio che ci mostra ciò che abbiamo creato.
L’ultima cosa che mi sarei
aspettato di vedere quel pomeriggio di fine ottobre, mentre
camminavo nel remoto canyon di Four Corners nel Nuovo Messico
nord orientale, era un uomo di
conoscenza nativo americano che procedeva verso di me
sullo stesso sentiero.
Invece quel giorno era proprio lì, in piedi sulla vetta del
piccolo pendio che ci separava, quando i nostri passi si erano
incrociati.
Non so bene da quanto tempo si
trovasse lì. Nel momento in cui lo vidi, stava solo aspettando e
mi osservava camminare attentamente fra le pietre dissestate del
sentiero. La luminescenza del sole, basso sull’orizzonte,
proiettava un’ombra scura su di lui. Mentre mi facevo schermo
agli occhi con la mano, vidi che il vento faceva ondeggiare
davanti al suo viso alcune ciocche di capelli, lunghi fino alle
spalle.
Appariva altrettanto sorpreso
di vedermi quanto lo ero io nell’incontrarlo. Il vento mi portò
il suono della sua voce quando unì le mani ai lati del viso per
gridare: «Salve!».
«Salve!», gli risposi. «Non mi
aspettavo di vedere nessuno qui a quest’ora del giorno». Mi
avvicinai ancora e gli chiesi: «Da quanto tempo mi stava
osservando?».
«Da non molto», disse. «Sono
venuto per ascoltare le voci dei miei antenati, in quelle
caverne», aggiunse, indicando l’altro lato del canyon.
Il sentiero su cui ci
trovavamo si snodava lungo una serie di
siti archeologici
costruiti da un popolo
misterioso quasi undici secoli prima. Nessuno sa chi
fossero, né da dove venissero. Senza aver lasciato
tracce evolutive sulle
proprie abilità, il popolo che i nativi americani di oggi
chiamano semplicemente “gli antichi”, era arrivato un giorno
all’improvviso, munito delle
tecnologie più avanzate che si sarebbero potute trovare
nell’America del Nord per altri mille anni.
Questo luogo, con i suoi
edifici a quattro piani, i perfetti
kiva di pietra
(strutture cerimoniali di forma rotonda) costruiti sottoterra,
fino ai vasti sistemi di irrigazione e alle sofisticate
coltivazioni che nutrivano i suoi abitanti, un bel giorno sembra
quasi essere spuntato fuori dal nulla. Poi all’improvviso,
quelli che l’avevano costruito se ne andarono – semplicemente,
svanirono.
L’antico popolo lasciò poche,
preziose tracce per spiegarci chi fosse. Fatta eccezione per
l’arte rupestre sulle pareti del canyon, non sono mai state
trovate testimonianze
scritte. Non ci sono siti adibiti a sepolture di massa o
cremazioni, né armi da guerra. Tuttavia, la prova dell’esistenza
di quel popolo è lì davanti ai nostri occhi: centinaia di
antiche abitazioni situate in un canyon desolato, lungo
diciassette chilometri e largo circa un chilometro e mezzo, in
un angolo remoto del Nuovo Messico nord orientale.
Spesso mi sono recato a
passeggio in quel luogo, allo scopo di immergermi nella strana
bellezza che quella
vasta desolazione sa trasmettere e di sentire il passato. Quel
pomeriggio di ottobre inoltrato, il
saggio indiano e io ci
eravamo addentrati nel deserto lo stesso giorno, per lo stesso
motivo. Mentre condividevamo le nostre opinioni sui
segreti che quel luogo
custodiva, il mio nuovo amico mi raccontò una storia.
Molto tempo fa…
[...]
«Tutto si deve basare su una semplice
idea. Una volta che
l’avremo
scoperta, sarà così avvincente,
così meravigliosa che ci diremo:
Sì, del resto, come avrebbe potuto essere diversamente».
John Wheeler (1911),
fisico
«Ci sono due modi per cadere in un tranello.
Uno sta nel credere
ciò che non è vero;
l’altro è rifiutare di credere in ciò che è vero».
Soren Kierkegaard
(1813-1855), filosofo
«Noi siamo minuscoli tasselli dell’universo
che
osserva se stesso — e
che si sta costruendo».
John Wheeler (1911 –
), fisico
«L’immaginazione crea la realtà…
L’uomo è tutta immaginazione».
Neville (1905-1972),
utopista e mistico
«Il tempo non e
affatto ciò che sembra.
Non scorre in una sola
direzione e il futuro
esiste
simultaneamente al passato».
Albert Einstein
(1879-1955), fisico
«Il tempo è ciò che impedisce
che tutto accada simultaneamente».
John Wheeler (1911- ),
fisico
«Noi siamo nel contempo lo specchio
e il volto che in esso e riflesso».
Rumi, poeta del XIII
sec.
«La vita è uno
specchio che
riflette al pensatore
ciò che infonde in essa col
pensiero».
Ernest Holmes
(1887-1960), fondatore della Scienza della Mente
Da
La Matrix
Divina di
Gregg
Braden
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Convegno dedicato alla Matrix
Divina
C’è un luogo dove
tutte le cose hanno inizio, un regno fatto di pura
energia che
semplicemente “esiste”.
In questa
incubatrice
quantistica di
realtà, tutto è
possibile.
Il successo personale, l’abbondanza
e la guarigione, ma
anche il fallimento,
la
scarsità e la
malattia… tutto, dalla
più grande paura al più profondo
desiderio umano, ha origine in questa “zuppa” di
potenzialità.
Vittorio Marchi
e Massimo Fratini
presentano

«Tutta la
materia trae origine e
vita solo in
virtù di una
forza…
Dobbiamo presupporre che dietro a questa forza esista una
Mente
cosciente e
intelligente.
Quella Mente è la matrice
di tutta la materia».
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