|
|
IL VATICANO INAUGURA IL NUOVO
TELESCOPIO SPAZIALE
LUCIFER 1: A CACCIA DI
PLANET X - NIBIRU?

|
|
|
Da
un paio di giorni il Vaticano ha un
telescopio ad infrarossi chiamato LUCIFER1.
(da Lucifero)
Non é uno scherzo. Lucifero
significa "portatore di luce" e il
compito
del nuovo strumento
é di ricercare "Pianeti nascosti tra le
polveri interstellari".
Monte Graham, Arizona, Stati Uniti. É
questo il luogo dove ormai da anni si
contrastano le esigenze della ricerca
scientifica e le rivendicazioni
culturali di un popolo, gli Apache, che
lotta per la sua sopravvivenza culturale
e religiosa. Dal 1993 sono cominciati
sulla sommità della montagna, con
l’autorizzazione del governo federale, i
lavori per la costruzione di un centro
internazionale di astrofisica che
comprende tre telescopi. Uno fra questi,
il Large
Binocular Telescope,
terminato e inaugurato da poco tempo, è
il più grande mai costruito. Ma a fare
notizia è un altro telescopio, il
LUCIFER 1 già operativo dal 21 Aprile
2010 è di proprietà della organizzazione
religiosa più grande del mondo, il
Vaticano. Si tratta del
Vatican
Advanced Technology Telescope (VATT)
realizzato in collaborazione con
l’Università dall’Arizona e finanziato
dalla Vatican Observatory Foundation
grazie alle donazioni dei fedeli
statunitensi.
Dopo oltre
un decennio di
progettazione, produzione e collaudo,
LUCIFER 1 (nella foto a fianco) é andato
online, come già detto, il 21 Aprile
2010, sarà seguito da un gemello che
verrà consegnato al telescopio nei primi
mesi del 2011.
La costruzione finale prevede due
specchi giganti di 8,4 metri di
diametro. Ogni strumento è raffreddato a
-213 gradi Celsius per osservare nella
gamma di lunghezze d'onda del vicino
infrarosso.
Negli ultimi anni moltissimi strumenti a
infrarossi sono stati messi online.
il NASA's
Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) é
uno di essi. Questi strumenti ad
infrarossi possono essere usati non solo
per osservare le galassie lontane ma
anche per controllare
oggetti in avvicinamento alla terra.
Il Vaticano, che recentemente ha esteso
le sue ricerche all'astrobiologia,
si interessa di astronomia classica sin
dalla fine del 1700 e dispone di tutta
una serie di osservatori ben noti.
Oltre a quelli ufficiali ve ne sarebbero
anche di segreti, come già dichiarato in
un articolo di Cristoforo Barbato e
pubblicato sul sito internet
www.secretum-omega.com
e che potete scaricare di seguito in
formato file PDF (http://www.secretum-omega.com/wp-content/uploads/2009/10/int_gesuita_ITA.pdf).
Dalle dichiarazioni pervenute ad alcuni
ricercatori, il Vatican Observatory
Foundation avrebbe costruito questo
telescopio per lo stesso motivo per cui
fu progettato lo Sky Hole e i telescopi
Spaziali IRAS e SILOE, ovvero per dare
la caccia ad un pianeta chiamato
Nibiru
che orbiterebbe intorno ad una piccola
stella nana Bruna (compagna del nostro
Sole?) denominata Dark Star.
Questa una delle tante dichiarazioni del
famoso Gesuita, rilasciata al
giornalista e ricercatore Cristoforo
Barbato:
"Quello che posso dire è che il
telescopio è stato costruito nel 1990
con lo scopo di studiare
i corpi celesti ‘anomali’ in
avvicinamento alla terra,
analogamente a quanto fatto per esempio
dalla CIA, che tra i tanti suoi ‘occhi
segreti’ annovera il telescopio gemello
di Hubble, SkyHole
12.
Inoltre il
SIV fu avvisato durante gli incontri con
Pio XII dell’avvicinamento di un corpo
celeste al sistema solare ospitante una
razza aliena evoluta e molto bellicosa. Seppi
ben presto che il materiale che dovevo
ricevere qui a Roma ed elaborare al
computer era molto interessante e
segretissimo. Fu durante l’elaborazione
di alcuni dati e informazioni
provenienti da questo radiotelescopio
che una sonda inviata nello spazio
remoto, inserita all’interno di un
programma di esplorazione spaziale
avviato nei primi anni ‘90 denominato
SILOE, aveva fotografato un pianeta di
dimensioni enormi in avvicinamento al
sistema solare. I dati furono ricevuti
in Alaska nel mese di ottobre del 1995."
Il progetto di Lucifer 1 quindi é
gestito dal Vaticano, dall'Università di
Arizona e da un gruppo misto di tedeschi
e italiani.
Il design innovativo di Lucifero
permetterebbe agli astronomi di
esaminare in dettaglio senza precedenti,
ad esempio regioni di formazione delle
stelle, che sono comunemente nascoste da
nubi di polvere.
Ma questo nuovo strumento,che è il più
grande telescopio ottico è il mondo, il
Large Binocular Telescope sul Monte
Graham, permette
agli astronomi di osservare qualunque
oggetto di luminosità molto debole
(guarda caso...).
Lo strumento è estremamente flessibile,
ed unisce il grande campo di vista con
una risoluzione elevata.
Articoli correlati:
da
galileonet.it
Troppi telescopi
sul Monte Graham
Luogo sacro per gli
Apache ma anche postazione cruciale
per la ricerca scientifica. È il
Monte Graham in Arizona, dove dal
1993 sono cominciati i lavori per la
costruzione di un centro
internazionale di astrofisica. A più
riprese i rappresentanti delle
popolazioni indigene hanno espresso
il loro disappunto, senza che
nessuno li ascoltasse. Ora sono
venuti a Roma, per protestare anche
contro il Vaticano, il proprietario
di uno dei telescopi della
discordia. E proprio il fatto di
parlare con una organizzazione
religiosa li aveva fatti sperare in
una maggiore comprensione della loro
istanze. Così non è stato
Monte Graham, Arizona, Stati Uniti. É
questo il luogo dove ormai da anni si
contrastano le esigenze della ricerca
scientifica e le rivendicazioni
culturali di un popolo, gli Apache, che
lotta per la sua sopravvivenza culturale
e religiosa. Dal 1993 sono cominciati
sulla sommità della montagna, con
l’autorizzazione del governo federale, i
lavori per la costruzione di un centro
internazionale di astrofisica che
comprende tre telescopi. Uno fra questi,
il Large
Binocular Telescope,
una volta terminato sarà il più grande
mai costruito. Ma a fare notizia è un
altro telescopio, già funzionante:
quello di proprietà della organizzazione
religiosa più grande del mondo, il
Vaticano. Si tratta del Vatican
Advanced Technology Telescope (VATT)
realizzato in collaborazione con
l’Università dall’Arizona e finanziato
dalla Vatican Observatory Foundation
grazie alle donazioni dei fedeli
statunitensi.
E anche la disputa è di natura
religiosa, visto che la montagna in
questione, da sempre, rappresenta per le
tribù Apache uno dei luoghi di culto
principali. Nei giorni scorsi una loro
delegazione è arrivata a Roma per
spiegare le loro ragioni e protestare
contro la violazione del loro luogo
sacro. “Per la tradizione dei nativi
americani”, dice Ramon Riley, direttore
della Ricerca Culturale della tribù
White Mountain, “è fondamentale
raccogliersi in preghiera sul punto più
alto del monte per essere il più vicino
possibile al creatore.” Insieme a Riley
c’erano anche dei rappresentanti dei San
Carlos, un’altra tribù Apache, dei
Navajo, degli Zunis e degli Hopi, altre
popolazioni indigene.
E proprio il fatto che uno dei telescopi
appartenga ad una organizzazione
religiosa li aveva fatti sperare in una
maggiore comprensione della loro
istanze. Così non è stato. “Siamo stufi
di questa storia”, afferma Padre Maffeo,
un gesuita della Specula Vaticana,
l’altro osservatorio vaticano di Castel
Gandolfo, “sono anni che si trascina
questa questione. Ci sono state anche
delle sentenze dei giudici americani che
hanno deciso che la costruzione dei
telescopi era legittima. Noi abbiamo
rispettato queste decisioni. Secondo
queste persone non si dovrebbe toccare
ne’ una pianta ne’ un animale, ma non
pensano all’uomo. Per quanto ci riguarda
loro possono venire quando vogliono a
pregare sulla montagna, c’è posto per
tutti.” La replica degli Apache e’
sintetica quanto efficace: “Cosa
direbbero i cristiani se si costruisse
un osservatorio sul monte Sinai?”
Ma i legami dell’Italia con il progetto
del centro internazionale di astrofisica
non finiscono qui. Il LBT (Large
Binocular Telescope), infatti, sta
prendendo vita da una collaborazione
internazionale in cui il nostro paese è
rappresentato dall’Osservatorio
Astrofisico di Arcetri (Firenze). Per
questo lo scorso anno gli Apache hanno
scritto anche una lettera all’allora
presidente della Repubblica italiana
Oscar Luigi Scalfaro per chiedere la
sospensione dei finanziamenti italiani.
Ad oggi niente è ancora stato fatto e la
costruzione del centro va avanti sempre
più massiccia: dopo i tre telescopi è
prevista la realizzazione di una linea
elettrica lunga più di 40 chilometri, un
complesso di abitazioni per gli
scienziati e i tecnici, ed è in
discussione l’approvazione di un nuovo
progetto che prevede altri quattro
telescopi. La posizione dei nativi
americani inizialmente era di
collaborazione con i responsabili del
progetto, anche perché intravedevano la
prospettiva di nuovi posti di lavoro ai
quali avrebbero potuto accedere. Il
nuovo impulso dato ai lavori li ha però
preoccupati sulla possibilità che la
loro montagna sacra venga profanata
completamente.
dalla
Redazione di Segnidalcielo.it
|
|
|
|
|
|