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Più precisamente, dice Cossiga, si tratterebbe di un
“videomontaggio realizzato negli studi di Mediaset a
Milano e fatto giungere alla rete televisiva islamista
Al Jazeera che lo ha ampiamente diffuso”.
Le prove devono ancora venire, ma Cossiga annuncia anche
chi le ha e le dovrebbe mostrare “domani o dopodomani”.
Trattasi nientepopodimeno che della “più potente catena
quotidiani-periodici del nostro Paese”.
Sarà il Corriere della Sera? Cossiga comunica che
qualcuno gli ha spifferato “lo scoop”. Non ci resta che
aspettare, piuttosto divertiti, lo sviluppo della
notizia. A qualcuno potrebbe perfino venire malignamente
il sospetto che, anticipando lo scoop, il presidente
emerito possa aver tentato l'operazione di bloccarlo. Ma
è solo un sospetto, la cui fondatezza sarà verificata
domani o dopodomani.
Certo che qualche interrogativo la mossa di Cossiga lo
solleva. Intanto perché Mediaset non avrebbe avuto
bisogno di alcun “videomontaggio”, essendo stata
l'esternazione di Osama soltanto sonora.
Inoltre Al Jazeera ribadisce che quella è la voce
originale di bin Laden, sebbene ammetta di averla
ricevuta, questa volta, non attraverso il “tradizionale
percorso delle comunicazioni del capo di al Qaeda (fatte
recapitare alla redazione di Kabul)”, bensì attraverso
“uno dei forum dove vengono scambiati i video e gli
audio della propaganda jihadista” (Rak/AKI 30-NOV-07
18:18 ).

Ma c'è un altro passaggio criptico che Francesco Cossiga
si è peritato di inviare, nel fiume di parole che ha
speso: laddove dice, testualmente, che “da ambienti
vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione
dell' intelligence italiana, si fa notare che la non
autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama
bin Laden in esso confessà che Al Qaeda sarebbe stato
l'autore dell'attentato dell'11 settembre alle due torri
in New York, mentre tutti gli ambienti democratici
d'America e d'Europa, con in prima linea quelli del
centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il
disastroso attentato è stato pianificato e realizzato
dalla Cia americana e dal Mossad con l'aiuto del mondo
sionista per mettere sotto accusa i paesi arabi e per
indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in
Iraq sia in Afghanistan”.
Qui c'è più di una imprecisione, per parlare
eufemisticamente. Perché quanto descrive Cossiga
contraddice palesemente ciò che ufficialmente dichiarano
di pensare “tutti gli ambienti democratici d'America e
d'Europa” e più di tutti “il centro sinistra italiano”.
Viene da pensare che Cossiga, ancora una volta
(certamente non la prima), si sia assunto il ruolo del
pazzo del villaggio che può permettersi – appunto in
quanto pazzo – di dire verità che nessuno oserebbe
pronunciare. Con l'unica differenza, rispetto al pazzo
della tradizione shakespeariana, che questo ex
presidente della Repubblica italiana, dice mezze verità,
quando le dice, mescolate a mezze falsità. Le une e le
altre avvinghiate da cordoni velenosi che è impossibile
districare, perché solo chi li usa ne conosce tutti i
segreti. Il pazzo del villaggio parlava al popolo del
villaggio. Questo lancia messaggi che possono capire
soltanto i cortigiani e, da lontano, anche l'Imperatore.
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