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IL RITORNO DI "MEDUSA"
"..Medusa non è morta, si è solo ritirata in un angolo e la sua
ricerca
di equilibrio farà tremare tutti, la sua forza da sotterranea
ritornerà
a brillare in ogni angolo dell’universo;
Medusa
è la nostra madre natura e la natura, che è più
forte
dell’uomo, avrà sempre il sopravvento"

La Medusa
comparsa sui campi di Waylands Smithy (UK) il 29 Maggio 2009
sta ad indicare
un grande cambiamento, ovvero un periodo di transizione, la fine
di
un mondo
e l'inizio di un'altro mondo. Medusa rappresenta i cicli del
Tempo
con i suoi
stadi di passato, presente e futuro; i cicli della
Natura
con i suoi stati di nascita, morte e rinascita.
C’è stato un
tempo in cui Medusa era una bellissima
fanciulla, la sua bellezza si nutriva di complessità. Il suo
nome in Sanscrito era Medha, in greco,
Metis, in egiziano Maat.
In tutte queste antiche lingue il suo nome aveva un significato
identico:
Somma saggezza
femminile.
Le prime tracce della sua esistenza sono presenti in Libia, dove
le libiche amazzoni la veneravano in tutti i suoi aspetti di dea
serpente, o meglio di dea accompagnata dal serpente: simbolo
dell’eterno ciclo della vita.
Medusa rappresentava i cicli del Tempo con i
suoi stadi di passato, presente e futuro; i cicli della
Natura con i suoi stati di nascita, morte e rinascita.
Medusa (guardiana di immensi tesori e grande mediatrice dei
regni del cielo, della terra e di quello sotterraneo)aveva in sé
la capacità di distruggere e costruire nel perenne obiettivo
della ricerca di nuovi equilibri naturali; era la regina di
tutti gli animali, ma soprattutto era la verità ultima oltre
ogni possibile dualismo.
Nel sesto secolo a.C., quando il potere e la saggezza della dea
cominciarono ad essere intollerabili per un mondo che si muoveva
verso la separazione e la supremazia dell’uomo sulla natura,i
rituali a lei collegati furono eliminati, i suoi santuari
invasi,le sue sacerdotesse violentate e la sua immagine
trasformata ad uso e consumo delle nuove forme di potere dando
luogo a forme di demonizzazione costante che durante i
cinquecento anni di Inquisizione da parte della
Chiesa raggiunsero il loro apice.
Come hanno fatto i serpenti dalle mani di queste bellissime dee
a diventare arco e freccia nelle mani della dea greca
Artemide, lancia nelle mani di Atena
insinuarsi nella capigliatura di una mostruosa Gorgone
il cui sguardo atterrisce ed infine finire schiacciato sotto il
tallone della Madonna?
La
storia raccontata dai greci convince poco, ad una prima lettura;
denota un salto, un filo che si spezza, Sembra sia stata tutta
colpa di Atena: in un impeto di rabbia e di antagonismo
femminile trasformò la stupenda Gorgone, amata da Poseidone, in
un mostro. Ma Neith, Anath o
Athena è anche il nome di Medusa: allora forse
la storia significa che Atena si rivoltò contro se stessa, la
propria bellezza e femminilità riservando ogni investimento
della sua energia alle funzioni più elevate del suo essere. Il
che sembra molto possibile guardando ai successivi sviluppi
della nostra cosiddetta evoluzione; e soprattutto ricordando che
Atena era sprovvista di madre; nacque infatti dall’amore di
Zeus e Metis ma fu partorita
dalla testa del padre. Atena, dunque, era sprovvista di adeguati
modelli sessuali femminili.
Con Atena possiamo assistere ad una energia sessuale che si
muove verso la testa. Oramai le idee prevalgono e formano la
realtà. Ma forse il mito ci indica che quando i serpenti dalle
mani, luogo in cui possono essere meglio gestiti, finiscono
nella testa, si generano orrori senza fine. Il processo di
idealizzazione allontana l’uomo dai confini naturali fornitigli
dall’identificazione con i suoi bisogni, i suoi sentimenti:il
suo corpo.Venendo meno tali confini, il potere personale diventa
strapotere e genera mostri; il femminile idealizzato e non più
provvisto di spazio e dimensioni proprie, diventa un incubo per
l’umanità, spaccata all’interno di sé stessa, vittima di
un’antitesi senza soluzione di continuità tra testa e corpo,
cuore e ragione.
Freud
ci ha mostrato che la castrazione di Medusa corrisponde a quella
fase in cui il bambino scopre la sua controparte sessuale e
realizza che le bambine sono sprovviste del pene. Una visione
pietrificante che condizionerà tutta la sua esistenza.
L’interpretazione di Freud, se considerata in termini simbolici,
appare plausibile; dall’analisi di questo mito si evince che la
castrazione del femminile è in atto da molti secoli. La
questione caso mai sarà: come è ancora possibile per molti
pensare che il processo riguardi le donne come genere sessuale
piuttosto che l’umanità intera?
Il grande contributo di Carl Jung e di tutti
gli studiosi di mitologia consiste nell’averci aperto gli occhi
su certe sommarie e superficiali divisioni dei generi sessuali.
Medusa è un magnifico simbolo crepuscolare a cavallo di mondi
diversi, e nel corso dei secoli ha mantenuto le arcaiche qualità
di mediatrice; è una sorta di terra di mezzo tra il visibile e
l’invisibile; è un archetipo che testimonia il ‘passaggio’.Non a
caso il simbolo del serpente appare in molti riti di passaggio e
di trasformazione; non solo Perseo, ma
Mosè, Orfeo, Apollo di Ovidio,
San Giorgio, Tamino del Flauto magico,
e persino il Piccolo Principe e
Pinocchio ne faranno i conti nel loro processo di
maturazione.
La sua decapitazione ha simbolizzato il tentativo, tra l’altro
ben riuscito, di rendere senza voce la saggezza del femminile,
facendo credere a tutti (soprattutto alle donne) di essere una
forza malefica, sancendo la condanna a morte delle sue
possibilità di crescita e di contributo culturale. Relegandola
ad un trofeo o un simbolo apotropaico da esibire su
scudi,medaglie e frontoni vari.
Così demistificata ha perso il suo significato originale, non è
neanche più un incubo per il moderno Perseo. L’antichissima
Medusa è stata soggiogata, spezzata e deprivata dei suoi poteri.
La sua natura generatrice di vita controllata, come conviene
alle vacche di un allevamento, ormai piegata e schiacciata da un
ordine che idolatra il potere ed il maschile, ignorando l’altra
metà del cielo.
Nonostante ciò, Medusa ha dimostrato di essere più di un mito,
un archetipo tuttora latente; scacciato dalla porta d’ingresso è
rientrato silenziosamente dalla porta di servizio. Ritorna di
notte come Lilith nei sogni e negli incubi, si
manifesta nei sintomi delle malattie dell’uomo moderno mai in
pace con sé stesso,come un criminale che l’ha fatta franca e che
teme incessantemente la giustizia.
Medusa non è
morta, si è solo ritirata in un angolo e la sua ricerca di
equilibrio farà tremare tutti, la sua forza da sotterranea
ritornerà a brillare in ogni angolo dell’universo; Medusa è la
nostra madre natura e la natura, che è più forte dell’uomo, avrà
sempre il sopravvento.
"Medusa"
sta ad indicare la
“fase attiva”,
che il Sole attraversa ogni 11 anni
Durante questo particolare
periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o
meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior
intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la
sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali
come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di
telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando
uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono
rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su
strutture interconnesse, con effetti devastanti: la
distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e
medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione
immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento
dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi
telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così
via”

Medusa e il
simbolo della Tempesta Solare che colpirà la Terra tra non
molto. Infatti se osservate attentamente sulla testa della
Medusa, ci sono quattro striscie d'onda, ovvero, sono quattro
fasi di ondate di Solar Wind (vento solare o tempesta solare)
che colpiranno il nostro pianeta in quattro momenti differenti,
quattro volte.

di Antonella Iurilli Duhamel
e Massimo Fratini
Le immagini del pittogramma La
Medusa, sono state riprese dal sito
www.cropcircleconnector.com |
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