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COSMIC TOP SECRET OR COSMIC TOP EMERGENCY?

di

Gino Pitaro

 

Riuscito convegno, una vera rarità trovare iniziative editoriali libere e prive di condizionamenti.

 

Forse a qualcuno sarà passato inosservato, ma il convegno del giorno 24 Febbraio 2008, a suo modo è stato lo specchio di un cambiamento di clima nelle questioni ufologiche, e non è questione di quanti e quali protagonisti questo incontro abbia avuto, che pure sono stati numerosi e accreditati, però mi riferisco specialmente a un cambio “umorale” molto significativo. Fino a poco tempo fa il fenomeno UFO e tutto ciò che di poco conosciuto sorvola le nostre teste era stato spesso avvolto da “scetticismo” nonostante gli sforzi della comunità giornalistica e di ricerca nell’ambito di questi fenomeni. Ora invece si sta passando velocemente dalla “negazione” del fenomeno ufo a quella dell’”emergenza”, e, del resto, in un paese delle “emergenze” come l’Italia non poteva essere diversamente.

E’ emergenza a Caronia, così è emergenza “scie chimiche”, così è “emergenza” nelle istituzioni italiane che non hanno mai aggredito la “questione ufo”, e così Maurizio Baiata si sente dare del “matto” dalla Acacia Edizioni (Edizioni? Quali?) che aveva proposto di distribuire il documentario “Out of  the Blue” ai politici italiani, quelli un pochino intelligenti perlomeno, cosa che è stata fatta per esempio in Danimarca.

E’ questo il vero tema portante di “Cosmic Top Secret”, il passaggio da un circostante clima culturale atto a ridicolizzare le questioni ufo a quello del “per favore aiutateci anche voi a capirne qualcosa”.

Il convegno parte fortissimo, con quell’attenzione riservata a grandi ospiti, che qui sono Antonino Pezzino, portavoce della comunità di Caronia, e Gabriele Lo Bello, bravo giornalista.

E’ di forte impatto emotivo sentire Antonino Pezzino che ci descrive tutte le anomalie e i forti disagi subiti dagli abitanti del borgo marittimo siciliano. Si vedano anche gli articoli di Area51 di dicembre07-gennaio08.

Grazie anche a conferenze come queste la gente viene a sapere che le cose sono ancora più diverse da come prospettate recentemente, a cominciare dal fatto che si siano definite “microonde” quelle che interferiscono su Caronia. Tutti sanno che questa tipologia di onde è particolarmente incisiva sulle masse liquide.

E’ quindi verosimile che cittadini di questa comunità abbiano visto sciogliersi manufatti in ferro, incendiarsi o “cuocersi” all’interno divani, letti, congegni, ma nessun danno evidente a persone, nessuna morte? E’ possibile che una fonte energetica che sorge a una grande distanza dal centro abitato vada a colpire con precisione il materasso di casa senza fare danni diffusi? E a che scopo?

Dobbiamo scoprire quindi che queste “onde” forse non sono esattamente “microonde” nel senso tipico del termine, ma onde che vengono rilevate (forse) da speciali centraline. Insomma a Caronia si è detto tutto e il contrario di tutto “microonde che non lo sono”, “sorgente energetica che parte dal mare, ma poi ci sono 4 telecamere puntate in alto che osservano costantemente i cieli”, “esperimenti militari, ma ci si chiede quali siano i fini”, ecc.

Questi avvenimenti non possono essere relativi a un test militare teso a verificare la funzionalità di qualche arma perché non si capisce la reiterazione nel tempo, e poi ci sono posti più utili dove fare questi test.

Qualcuno ha messo in luce come attraverso la conduzione di energia elettrica o di onde elettromagnetiche possano essere inviati dei “segnali” in grado di interferire con le onde celebrali, e quindi tutto ciò rientrerebbe in una sorta di test per il controllo globale, cioè gli avvenimenti di Caronia sarebbero da relazionare a una sorta di arma per il controllo delle masse, che, interferendo sul nostro cervello, per dirla un po’ rozzamente, sarebbe un efficace strumento per ridurre all’obbedienza i popoli.

Fermo restando che strategie del genere sono sempre esistite, almeno dagli anni 20-30 del secolo scorso, mancano riscontri. Gli abitanti di Caronia conducono la vita di sempre e sono letteralmente inferociti; andando avanti di questo passo veramente si potranno vedere gli alieni “door to door” e saranno gli abitanti di questo borgo, verdi di rabbia. Molti hanno subito ingenti danni e non hanno risposte esaustive dallo Stato; alcuni pensano di traslocare. Il fatto che non si ripetano gli incidenti nella forma e nella quantità devastante di prima, ma che comunque le luci si accendano da sole, i telefonini squillano, i motori si avviano in modo autoctono, semmai getta ancora più mistero sull’intera faccenda.

Non vi è nessuna prova che questa sorgente energetica segua i “pensieri della gente” perché nel periodo topico questi incidenti erano tanti e tali che sarebbe stato più difficile che non capitassero coincidenze: se ne contarono a decine in uno stesso giorno di incendi e anomalie che effettivamente non è anormale che in un piccolo borgo si trovino coincidenze di questo o di altro tipo, poiché altrettanti ne sono capitati dove la gente non pensava affatto che potessero capitare. Se vogliamo dare credito a questa ipotesi va supportata meglio.

E’ falso che le Protezione Civile non abbia pensato di mettere in relazione questi incidenti di Caronia con il passaggio di navi o sottomarini; tutto ciò è stato fatto, anche con apparecchiature sofisticate, e ciò ha dato esito negativo: nessuna presenza sospetta. Gli elicotteri hanno sorvegliato i cieli e la terra, e sono stati in grado di essere sui luoghi di presunte sorgenti energetiche quasi in tempo reale, monitorando grandi estensioni marine.

E’ falso che le zone siano poco frequentate, e che quindi siano posti tranquilli dove fare esperimenti indisturbati: il basso Tirreno e il Canale di Sicilia, sono le aree marine dove vi è uno dei più grandi movimenti di merci del mondo; i porti di Marsiglia e di Rotterdam non reggono al confronto riguardo al traffico di transhipment che vi è nel basso mediterraneo, punto nevralgico di interscambio tra il quadrante nord-occidentale e quello del sud-est del mondo.

Non vi è nessun comportamento anomalo o disturbato delle popolazioni locali teso a mettere in evidenza una qualche forma di devianza rispetto a comportamenti tipici della società italiana e siciliana in particolare, e quindi a rendere evidente una forma di controllo o interferenza su quella popolazione.

Le ASL sono state allertate da subito, e allo stato attuale non vi è nessun incremento di patologie conosciute e nessun rilevamento di malattie sconosciute.

Danni o effetti sulla salute possono anche emergere nel corso degli anni, ma da un lustro a oggi non c’è nessun dato significativo.

Vi è poi una gran mole di avvistamenti di oggetti volanti che non sono solo quelli messi in evidenza nell’ottimo servizio del giornalista Gabriele Lo Bello.

La pista ufologica, o quella che vede una qualche forma di sinergia tra militari e alieni, è in piedi.

E’ evidente che i tecnici chiamati non ci abbiano capito molto, e la cosa grottesca è che, nel panico di non conoscerne le cause, si sia buttato discredito sulla comunità di Caronia.

Aggiungiamo inoltre che gli effetti non spiegano mai le cause. Dire che un danno si può fare anche in un certo modo non significa appurarne le cause, inoltre mi sembra che i danni e il modo in cui siano stati provocati siano distanti dai fatti, perché alla prova di questi ultimi non vi sono molti elementi di convergenza. Sfido chiunque a fare esperimenti di questo tipo, cercando di “squagliare” magari un condizionatore a sette km di distanza, e che poi contestualmente lo sfidato si assuma la personale responsabilità di non fare altri danni, oltre che prioritariamente a persone e animali.

I fautori della esclusiva pista militare dovrebbero anche spiegare tutti gli avvistamenti di dischi volanti, che sono molti di più di quelli citati nei servizi RAI o di altre trasmissioni.

Presente al dibattito anche Adriano Angelini che ha scritto “Le giornate bianche”, un libro consigliabile, ambientato a Caronia, recensito ultimamente da Maurizio Baiata.

E’ emergenza scie chimiche. Il simpatico ospite (non ricordo il nome), avvocato del Codacons di Pordenone, ci ha illustrato i danni e le anomalie che derivano dall’avere vicino la base militare di Aviano con tutti i danni che ne derivano, ma gli interventi più significativi su questi temi sono state la dissertazioni di Antonello Lupino e Tom Bosco.

Bisogna sapere che affinché si generino scie di condensazione, che non sono quelle che definiamo “chimiche”, occorre che gli aerei volino a circa 8000 metri, che vi sia il 65% di umidità e che la temperatura sia molto al di sotto dello zero; ebbene, in buona parte dei casi di rilevamento di scie chimiche, non siamo dentro questi parametri.

Per brevità dico solo che i motivi illustrati da Lupino e Tom Bosco sono diversi: si va dalle strategie di controllo del clima, dentro il Progetto HAARP, a quelle di acclimatazione di esseri biologici che hanno una base di silicio, come noi “terrestri” l’abbiamo di carbonio, ad operazioni che hanno come obiettivo amplificare la conducibilità elettromagnetica dell’aria attraverso il bario e derivati per i motivi più vari, compresi quelli di bombardare le popolazioni di onde tese ad alterarne il profilo celebrale e comportamentale, ma su una cosa vorrei porre l’attenzione, e il duo Lupino-Bosco lo ha fatto con una grande ricchezza documentale: molti aerei rilasciano dei fumi che a terra diventano una sorta di bambagia silicea, pericolosissima da toccare e respirare, che rende il Ph del terreno acido e atto quindi a non essere impiegato nelle colture tradizionali, ma a quelle di semi OGM, in particolare i “terminators”. Questi ultimi semi attecchiscono in terreni tradizionalmente non più coltivabili con il “sano” metodo e generano frutti i cui semi non danno piante. In questo modo il coltivatore è tenuto a rinnovare il costoso “copyright” con l’azienda produttrice e tutto ciò genera una schiavitù economica e sociale. Gli Stati diventano schiavi di poche multinazionali, che, protette dal potere militare, non hanno nessuna speranza di indipendenza economica e sociale in quanto dipenderanno da queste in tutto e per tutto; non potranno basare la propria crescita sulle loro forze, ma su quelle di alcuni gruppi di potere precostituiti. Per i paesi in via di sviluppo la base per costruirsi come forza indipendente è la capacità di potersi dare un’agricoltura efficiente e sostentante, questa poi fa da base per arrivare a modelli industriali diversi, fino al terziario avanzato, ma in questo modo i paesi africani non avranno nessuna speranza di farlo in modo autonomo.

Chi controlla il cibo controlla il mondo.

La relazione di Tom Bosco presenta anche altre prove documentali effettuate da ricercatori piuttosto agguerriti che avvalora tutti gli impianti epistemologici affrontati.

Con Pablo Ayo dobbiamo dire che c’è anche un “emergenza” conoscitiva della Luna.

Pablo raccoglie tutta una serie di documenti e affermazioni che riguardano il nostro satellite, che lo rendono sempre più ricco di aspetti inediti e sconosciuti, ascoltare per esempio le straordinarie affermazioni di Karl Wolf, tecnico fotografico specializzato, che parla degli insediamenti alieni sulla luna.

Ci sono molte cose particolari della Luna, a cominciare dalla composizione delle sue rocce, così diverse dalla terra, mentre non dovrebbe essere così, poi la polvere del nostro satellite risulta più antica della roccia stessa, i metalli insoliti; la registrazione di avvenimenti sismici ha messo in evidenza che la Luna “risuona” come se fosse una campana, cioè come se fosse cava. A quest’ultimo riguardo, durante la missione dell’Apollo 13, gli astronauti andarono con una bomba al plutonio per fare ulteriori esperimenti, ma quella missione non andò mai a termine, e ricco di misteri e “curiose presenze” fu il “protetto” rientro a terra. I crateri della luna presentano una conformazione che è quella che si forma su masse liquide o su corpi che sono all’interno cavi, come per esempio nella registrazione della vibrazione della superficie di un tamburo, cioè presentano un rigonfiamento all’interno con un “corpo” al centro, tipico effetto di quando si colpisce una massa che è cava e/o non dura, e infatti diversamente avviene sulla terra se un corpo colpisce la crosta terrestre.

Ayo ci illustra molti altri misteri sul nostro biancastro satellite.

Per brevità diciamo solo che molto emozionante è stato l’intervento di Eufemio Del Buono, che ci ha fornito particolari inediti della sua esperienza di contatto, relativa ai fenomeni di cui si può leggere oggi nel libro “Contattismi di Massa” di Stefano Breccia, e dei rapporti con la Chiesa e Papa Giovanni Paolo II.

Avviandomi verso la conclusione della cronaca del convegno devo dire che Massimo Fratini ha organizzato un incontro che è davvero rimasto impresso nella memoria di molti, e, sapientemente, ha saputo “giostrare” i diversi ospiti nel modo opportuno. L’avvenimento è stato tanto ricco che non si è potuto dare spazio all’altro argomento, l’“emergenza droni”, che è molto appassionante, e sicuramente troverà spazio in futuri convegni.

Voglio chiudere non a caso con Adriano Forgione e Maurizio Baiata, che dopo la disavventura con la Acacia, rientrano a Roma, e noi siamo tutti con loro per dare manforte alle nuove iniziative editoriali che partiranno da Aprile; se il mattino ha l’oro in bocca, alba migliore per le neonate iniziative editoriali che proseguono idealmente quelle di Hera-Area51, non ci poteva essere.

Adriano ha anche relazionato sulle Piramidi, le novità relative alle congetture sulle loro costruzioni e i misteri che le riguardano, che, assieme a tutti gli altri argomenti, troveranno spazio nella nuova rivista con sempre maggiore forza e incisività, inoltre ci ha presentato un file video inedito sui misteri di Atlantide che ha riscosso il vivo interesse di tutti i presenti.

Maurizio invece ha commentato i recenti documenti che riguardano una presunta riunione alle Nazioni Unite il 12 febbraio sull’”emergenza avvistamenti”, o dovremmo dire sulle “interferenze aliene”. A prescindere dalla validità dei documenti prodotti non vi è dubbio che la nascente rivista ufologica, nel proseguo di quanto fatto in modo particolare negli ultimi due anni con Area51, rappresenta un segnale di un ulteriore scatto di consapevolezze, e non è un caso che ciò coincida con una nuova avventura editoriale.

Orgogliosi di esserci.  Arrivederci al 30 marzo 2008 !

 

                                                                                                                                                            Gino Pitaro     www.young-lions.it