Pubblichiamo un articolo
relativo alle esercitazioni militari che si svolgeranno in
Sardegna sino al 15 ottobre prossimo. L'operazione palesa la
natura dei guerrafondai che stanno distruggendo il pianeta
ed affamando l'umanità, nascondendosi dietro il solito
pretesto della lotta al terrorismo. Già il nome
dell'operazione è eloquente e sinistro: Trial Imperial
Hammer, ossia Test del martello imperiale.
Il testo conferma che i militari impiegano dispositivi
elettromagnetici molto sofisticati a scopi bellici e
velivoli senza pilota (droni). Ingenti risorse vengono
scialacquate per fini strategici, mentre la crisi economica
attanaglia molte nazioni del pianeta. Per la guerra e le
scie chimiche i denari si trovano sempre, mentre per i
servizi, le pensioni, i salari etc. si lesinano pochi
centesimi. Senza dubbio le esercitazioni in Sardegna
spiegano per quale motivo le attività clandestine di aerosol
si sono intensificate in maniera mostruosa in questo mese di
ottobre. Non sfugga dunque la correlazione tra il Trial
Imperial Hammer, le chemtrails e la nebbia elettroconduttiva
che avvolge l'Italia in una cappa impenetrabile. Questa
foschia, creata ad hoc, genera un medium utile alle
sperimentazioni elettromagnetiche.
Si consideri quindi il nesso tra la guerra elettronica ed il
progetto di dominio planetario esposto nell'Airforce
2025.
La N.A.T.O sperimenta la 'bolla'
elettromagnetica che neutralizza gli ordigni
Roma, 7 ottobre. Una 'bolla' elettromagnetica che dal cielo
protegge le aree a rischio di attentato, confondendo e
neutralizzando gli impulsi dei detonatori degli ordigni: è
la nuova frontiera della guerra elettronica al terrorismo
(?) che la N.A.T.O. sperimenterà fino al 15 ottobre in
Sardegna con le prove e le verifiche previste dal programma
delll'esercitazione Trial Imperial Hammer 2008. Nel corso
delle attivita' non verrà usato alcun armamento reale, ma
solo e tecnologia, a cominciare dai più sofisticati sistemi
elettronici in grado di 'disturbare' l'attivazione degli
esplosivi.
Il sistema è in fase sperimentale: non ha ancora neanche un
nome tecnico e viene chiamato familiarmente 'Jedi', come i
cavalieri buoni (sic) di Guerre Stellari. Ci vorrà quindi
del tempo per un suo eventuale impiego pratico, ma le prime
prove eseguite hanno dato esiti, a dir poco, confortanti
(sic). Nella prima settimana di uso, la 'cupola'
elettromagnetica ''ha dimostrato di funzionare al meglio con
diversi tipi di artifici, vanificando ogni possibile
attivazione. La sfida -dice all'ADNKRONOS il colonnello
Sandro Sampaoli, 'trial manager' dell'esercitazione e
comandante del Reparto supporto tecnico-operativo di guerra
elettronica dell'Aeronautica militare- è arrivare a coprire
la più ampia gamma possibile di minacce. Quello che qui in
Sardegna per la prima volta stiamo testando è un prototipo.
Se il sistema confermera' la propria validita', potra'
essere pensata un'applicazione operativa''.
Secondo i promotori del progetto, la fascia di sicurezza
potrebbe essere assicurata dal cielo da un elicottero, da un
aereo da trasporto o anche da un 'U.A.V.', come vengono
denominati gli aerei senza pilota che possono essere
adoperati per scopi operativi di prevenzione del terrorismo
(sic). ''L'applicazione pratica è studiata per la protezione
dei contingenti militari nelle missioni all'estero, ma anche
con l'obiettivo di ridurre al minimo le vittime civili in
aree di crisi (Che umani! n.d.r.)'', rileva il colonnello
Sampaoli. Da non sottovalutare l'effetto di deterrenza che
il dispositivo potrebbe produrre in termini di dissuasione
dall'organizzare e compiere certi tipi di attentati che
attualmente, in teatri operativi particolarmente turbolenti,
si verificano, invece, con una certa frequenza.
Se 'Jedi' dimostrera' un'effettiva utilità nella pratica,
non è escluso che un domani la 'cupola' elettromagnetica
possa trovare applicazione per la sicurezza e la prevenzione
del terrorismo in occasioni di summit internazionali o di
eventi di particolare rilevanza. Sempre in tema di velivoli
senza pilota, nel corso dell'esercitazione Trial Imperial
Hammer si stanno valutando le potenzialità operative del
mini-aereo 'Strix', che può essere trasportato in uno zaino
ed ha un'autonomia di volo di un'ora. Dotato di una rampa di
lancio e di una 'ground control station' che può essere
programmata prima della missione per 'istruire' il velivolo
sull'itinerario e sugli obiettivi, lo Strix può essere
inviato in aree di rischio per filmare e fotografare
dall'alto (anche di notte grazie alla telecamera a raggi
infrarossi) intere zone a tutto vantaggio della sicurezza
dei contingenti militari in missione.
L'Aeronautica militare ha acquisito tre di questi U.A.V. di
ultima generazione. I sistemi elettronici in dotazione alle
forze armate saranno testati anche per quanto riguarda i
nuovi metodi di interazione tra aerei di vari paesi. A
questo fine, l'esercitazione prevede anche attività di 'targeting'
comune tra velivoli Tornado per la localizzazione e la
neutralizzazione del bersaglio con dispositivi non letali e
distruttivi, ma elettronici.
FONTE: http://www.tankerenemy.com/

