DALL'INGANNO DEL VIDEO DELLA
PRESUNTA EBE NEL LEM AD UNO DEI DUE PROBABILI VEICOLI
TRIANGOLARI DI CUI PARLAVANO I COMANDANTI DELL'APOLLO 20 E 19,
INDIVIDUATO CHIARAMENTE IN FOTO UFFICIALI DELLA SONDA CLEMENTINE
di Luca Scantamburlo
È tempo di primi bilanci sul
controverso caso dell'Apollo 19 e 20, considerato il piccolo
contributo di divulgazione da me portato al vasto pubblico
italiano, grazie alla recente video-intervista a firma
dell'inviata di Studio Aperto - la giornalista Sabrina
Pieragostini - che dapprima si è interessata autonomamente alla
mia inchiesta in lingua inglese, e poi ha ben sintetizzato in
pochi minuti una storia molto complessa dove verità e menzogna
sembrano inestricabilmente legate (cfr. la puntata speciale di
Mistero condotta da Enrico
Ruggeri in collaborazione con Studio Aperto, ed intitolata "Gli
alieni fra noi: i dossier segreti", andata in onda domenica 25
ottobre 2009 sulle frequenze di Italia Uno).
La dr.ssa Sabrina Pieragostini - nella mia opinione una brava
e corretta conduttrice - ha cercato di mettere in luce inganni,
manipolazioni e la poca affidabilità delle informazioni e di una
parte della variegata documentazione audio-video, ma anche il
contesto storico e gli indizi emersi che indicano una possibile
fuga d'informazioni da parte di probabili insiders della NASA (e
dell'USAF, aggiungo io, particolare non evidenziato nel servizio
televisivo), una fuga d'informazioni che sembra nondimeno
inquinata e distorta.
Il controverso caso dell'Apollo 19-20 è cominciato nell'aprile
2007 nella comunità di files sharing di YouTube (l'utente "retiredafb"
è stata la prima gola profonda, poi dichiaratasi William
Rutledgfe, ex pilota di test di volo a suo dire) e continuato su
revver.com, per poi avere ulteriori sviluppi sempre su YouTube,
dove un altro utente - dall'enigmatico nickname di
"moonwalker1966delta" - ha contribuito a tenere desta
l'attenzione, fornendo materiale audio-video apparentemente
autentico ed inedito. Le mie due interviste scritte in lingua
inglese - rivolte alle due gole profonde - hanno cercato di
contestualizzare il materiale e di dare una qualche chiave di
lettura.
Di quale materiale si tratta? Di precedenti missioni spaziali
già note e spacciate per riservate, oppure effettivamente di
missioni coperte dal massimo segreto? Le informazioni fornite da
"moonwalker1966delta" - nel corso dell'intervista scriita che
egli mi ha concesso, ignorando però alcune mie domande - hanno
posto l'accento su questioni molto tecniche e storiche
dell'astronautica, che sembrano prerogative di un addetto ai
lavori, ed ha illuminato alcune ambiguità proprie della storia
raccontata da William Rutledge, il quale aveva comunque già dato
prova di un'approfondita conoscenza dei programmi di volo
spaziale Apollo, e della terminologia tecnica propria della NASA
durante il secolo scorso. Ma non solo: almeno due delle tre
previsioni fatte da William Rutledge nell'anno 2007, si sono
avverate, che piaccia o no. Lo vedremo meglio in seguito.
(foto a sinistra:
fotogramma dal video<<APOLLO
20 TEST Snyder Ingress>>, caricato su YouTube da"retiredafb"(William
Rutledge) il 18 giugno 2007 e poi rimosso dallo stesso
utente. Successivamente, l'utente "moonwalker1966delta" ha
caricato lo stesso video sul suo canale di YouTue. Chi sono gli
astronauti presso la piattaforma di lancio? Fonte:
YouTube, "retiredafb"
e
poi "moonwalker1966delta")
Inoltre, la testimoniana diffusa sul sito americano
AboveTopSecret (ATS) da parte di un anonimo - inserita in Rete
come semplice testo il 14 agosto 2008 - sembrerebbe indicare che
in effetti una missione spaziale coperta sulla Luna (frutto di
una collaborazione internazionale, guidata in primis dal
Presidente statunitense Nixon), potrebbe effettivamente essersi
svolta per indagare un'anomalia lunare rivelatasi un'antica
astronave spaziale extraterrestre, abbandonata sulla faccia
nascosta del nostro satellite naturale.
Tuttavia l'utente anonimo di ATS - a suo dire il figlio di un ex
dipendente del National
Recoinnaissance Office (l'NRO,
a servizio dell'USAF) del Dipartimento della Difesa americano,
il quale gli riferì la storia in punto di morte - non ha mai
accennato al nome della missione come Apollo 20, né a creature
aliene trovate e riportate sulla Terra.
Poiché la testimonianza resta anonima, bisogna considerarla cum
grano salis ma non certo ignorarla nel complesso puzzle del
caso, visto il suo contenuto, la forma, e l'ampio contesto in
cui è inserita.

L'INGANNO DEL VIDEO DELLA PRESUNTA EBE RIPRESA NEL LEM:
UN'ELABORAZIONE AL COMPUTER
Fra le molte cortesi lettere da
me ricevute a seguito della suddetta trasmissione televisiva -
da parte anche di ingegneri e medici, che ringrazio per le loro
acute osservazioni - vi è stata quella di Giuseppe Crugliano, il
quale il 26 ottobre 2009 giustamente mi ha fatto osservare una
notevole incongruenza presente in uno dei due video della
presunta creatura EBE battezzata Monna Lisa:
<< [...] l’uomo ripreso è
parte di un layer di un video di postproduzione (magari in After
Effect) poiché “tagliato” nella parte inferiore in quei
fotogrammi (e non si tratta di artefatti dovuti alla
compressione MPEG)>>
In proposito si veda il frame del video, che ho inserito a lato
del testo, fra le figure. Di questo importante particolare,
naturalmente, non mi ero accorto prima. Pertanto il Signor
Giuseppe Crugliano, che mi ha autorizzato a divulgare il suo
nome, giustamente ha il diritto di considerare falsa e ridicola
questa storia, ed infatti proprio in questa direzione andava la
sua lettera.
Nondimeno questo non risolve tanti interrogativi ancora aperti
(a cominciare dalla presenza dell'anomalia sul suolo lunare,
apparentemente artificiale, anche se non si può dire con
certezza, per ora). Inoltre, come vedremo, le anomalie sul suolo
lunare sono più di una e relativamente vicine, come già da me
indicato in un mio scritto in lingua inglese (consultare in
proposito le risposte nr. 10 ed 11 dell'intervista scritta
rilasciatami nell'anno 2008 dal dichiarato Comandante
dell'Apollo 19, dal nome utente di "moonwalker1966delta):
An Interview With Apollo 19 Commander.
Già nell'anno 2007 - discutendo ad esempio il falso video
della cosiddtta "City" sulla Luna - io avevo commentato la
presenza di contaminazione, di inganni e manipolazione del
materiale audio-video, autentico ma risalente alla missione
Apollo 17 per la parte d'immagini, ed all'Apollo 15 per quella
audio (con la voce dell'astronauta David Scott udibile
chiaramente). Ed avevo anche sottolineato che - a fronte di
tutto ciò - c'era fra il vasto materiale diffuso su YouTube
qualcosa di apparentemente inedito che non solo non era stato
smontato, ma sembrava proprio proverenire da archivi storici,
forse mai prima d'ora consultati e divulgati pubblicamente. Ciò
viene continuamente ignorato dai detrattori del caso, ai quali
sembra fare comodo prendere in considerazione soltanto parte del
materiale diffuso, senza riflettere sulla documentazione in
toto.
(Foto
a destra: dettaglio della AS15-M-1333, ruotata verso sinistra;
il cratere visibile nell'immagine è quasi certamente "Izsak D",
vicino al più grande cratere Izsak (qui non visibile); l'enorme
oggetto sigariforme è orientato lungo l'asse
Nord-Sud della Luna.
Cortesia
NASA/LPI)
4 GENNAIO 2008: I VIDEO DELLA MISSIONE STS-107 DIFFUSI SU
YOUTUBE.
COME "RETIREDAFB" NE È ENTRATO IN POSSESSO?
Inoltre, alcuni video caricati su YouTube il 4 gennaio 2008
dal discusso "retiredafb" (Willliam Rutledge) - e poi ritirati -
erano quasi senza ombra di dubbio video autentici e provenienti
dalla missione STS-107 della NASA (l'equipaggio internazionale
composto da 7 astronauti morì tragicamente durante il ritorno a
terra, nell'anno 2003, a causa di un problema al rivestimento
termico dello Shuttle Columbia, danneggiato alla partenza, e che
portò giorni dopo alla completa distruzione del veicolo
spaziale). Ho confrontato i volti visibili nei due video con le
foto ufficiali. Coincidono con l'equipaggio citato.
Che io sappia l'unico video commemorativo realizzato dalla
NASA e diffuso al pubblico in Rete presso uno dei numerosi suoi
siti, dura pochi minuti e solo pochi secondi di esso sono
dedicati alla memoria dell'attività quotidiana in orbita di
quell'equipaggio. Esso s'intitola
"16
Minutes from Home. A Tribute to the Crew of STS-107",
dura 6 minuti e 51 secondi, e l'ho verificato personalmente.
Ripeto, solo pochi secondi di esso mostrano gli astronauti in
orbita, durante la missione STS-107.
Invece i due filmati diffusi da "retiredafb" - costituiti da
un montaggio di varie riprese degli astronauti in orbita,
all'interno dello Shuttle - duravano 6 minuti e 40 secondi il
primo, e 9 minuti e 16 secondi il secondo. Ritraevano gli
astronauti durante il volo orbitale, per esempio dopo le sveglie
di rito, in assenza di gravità.
Ciò prova che chiunque sia questo fantomatico utente di
YouTube fattosi chiamare con l'appellativo di "retiredafb", ha
avuto accesso a materiale riservato: o gli è stato passato da
addetti ai lavori tuttora in servizio, oppure per via della sua
pregressa esperienza in campo militare ed astronautico, ne è
venuto in possesso direttamente in visita presso una struttura
NASA o del DoD.
Vi è - naturalmente - anche l'ipotesi che egli l'abbia
intercettato durante l'invio dei dati dallo Spazio. Oppure abbia
indebitamente sottratto i filmati con un atto di pirateria
informatica: ma se vera fosse quest'ultima ipotesi
dell'intrusione, egli rischierebbe di andare incontro alle serie
conseguenze stabilite dall'ordinamento internazionale e
soprattutto dalla Legge americana in materia d'intrusione da
hacker all'interno di strutture informatiche governative (il
caso del britannico Gary McKinnon, con richiesta di estradizione
alle Autorità, docet), senza considerare il fatto che a distanza
di due anni, dal 2007, probabilmente l'individuo sarebbe già
stato arrestato oppure almeno identificato).
W. Rutledge - cioè "retiredafb" - diffuse i video intitolati "NASA
SECRET TAPES - STS107 - part 1 Apollo 20"
e
"NASA SECRET TAPES - STS107 - part 2 Apollo 20",
per pochi giorni commentando uno di essi con le seguenti parole:
<<Secret because never
broadcasted or aviable since 2003 on any nasa site. For those
who believe that space programs are opened. Inflight tapes just
after the wake up calls. A tribute to the astronauts.>>
In sostanza il suo fu un gesto di tributo, alla memoria degli
astronauti tragicamente morti. Ma anche, evidentemente, un
segnale forte al pubblico per dimostrare che non tutto il
materiale documentale audio-video proveniente dalle missioni
spaziali viene divulgato e discusso. Da notare, di nuovo, alcuni
suoi refusi linguistici ("avaiable" invece di "available").
Tuttavia, l'entrata in scena di "moonwalker1966delta", i suoi
commenti, le risposte molto tecniche alle mie domande ed i suoi
straordinari filmati, hanno dato sostegno alla controversa ed
ambigua testimonianza di "retiredafb", integrandola e
correggendola.
Come non rilevare, inoltre, che fra i suoi video postati su
YouTube non ce n'è nemmeno uno di quelli identiificati come
inganni o manipolazioni fra il materiale del primo insider? Non
si può tacere questa riflessione, se si è mossi dall'onestà
intellettuale e si vuole fare una critica approfondita al caso.
Critica che deve essere estesa all'intera testimonianza resa dai
due insiders, ed all'insieme totale delle presunte prove portate
sotto la luce del sole.
Ricordarsi anche che - nel panorama ufologico dei cosiddetti
rivelatori anonimi - è prassi divulgare materiale autentico e
falso, contemporaneamente, in una ben collaudata "strategia
della confusione" già ampiamente discussa da ufologi e saggisti
di spicco. In tal modo, si evitano collassi dell'ordine
costituito e traumi alla società, che viene messa a confronto
con rivelazioni e realtà sconcertanti senza pericolo di crisi
delle Autorità ed anomia.
L'INCIDENTE DELL'APOLLO 19: L'EVIDENZA DEL VIDEO E DEL PRESUNTO
DIALOGO RADIO
Come non rilevare l'attenzione alla sintassi ed alla lingua
inglese, che invece nel caso di William Rutledge spesso tradiva
scivoloni ed imprecisione? Altrettanto importante il dialogo
radio dell'incidente all'Apollo 19, materiale audio-video
diffuso il 9 novembre 2008, sempre su YouTube, con il titolo:
Apollo
19 incident, della durata
di 1 minuto e 21 secondi, e con il seguente commento (proprio di
un addetto ai lavori):
<<Apollo 19 just hit by
something and losing telemetry data. Fire and smoke on AC-BC
cell bus and aborting mission after TLI insertion>>
Dell'incidente all'Apollo 19, fu proprio William Rutledge a
parlare per primo, sin dalla primavera dell'anno 2007 (vedi la
mia intervista, tradotta in italiano e pubblicato sulle pagine
di UFO Notiziario, nr.
70, agosto-settembre 2007, risposta alla domanda nr. 13, pag.
50).
Grazie al recente contributo di un mio lettore d'oltreoceano
che vuole restare anonimo - Mr. W. -
vediamo insieme la
trascrizione del presunto dialogo radio in cui ho identificato -
nella mia opinione - almeno due voci su tre dal distinto accento
nordamericano, non certo britannico (di una delle tre poco si
può dire):
Controllo Missione o astronauta (prima voce):
"Flight Go to
CMF 2 SPS check SL 2 show high temp. reading [...] shows
negative SPS power check indicators."
Controllo Missione o astronauta (prima voce):
"Okay [...]
confirm that cell shut down commence emergency power down
procedure."
Controllo Missione o astronauta (prima voce):
"Here's the
check CSM 2 SPS data In the inverter we might have an explosive
fuel cell problem. Stand by to shut down all fuel cells!"
[sound of explosion]
Controllo Missione o astronauta (prima voce):
"Telemetry
shows unusal battery one and two drain and low fuel [...]
Stand by!"
Astronauta? (seconda voce):
"Abort!"
Controllo MIssione (terza voce):
"This is
Apollo Center Launch Control, we have an emergency situation.
Mission's aborted."
Controllo Missione o astronautat (prima voce):
"Mission
aborted. Stand by for data".
Trascrizione del dialogo
realizzata da Mr. W.
Per sua gentile concessione ed a cura di L. Scantamburlo, 2009.

W. RUTLEDGE PRIMA E "MOONWALKER1966DELTA" HANNO PARLATO DI
VEICOLI SPAZIALI TRIANGOLARI SULLA LUNA: UNA GIORNALISTA
MEDIASET DI STUDIO APERTO INDICA UN OGGETTO TRIANGOLARE IN FOTO
DELLA SONDA CLEMENTINE (NRL/LLNL)
Veniamo ora al presunto veicolo triangolare - uno dei due che
sarebbero presenti nei pressi dell'astronave madre a forma di
sigaro - e che sarebbe stato oggetto di esplorazione da parte
dell'equipaggio del LEM dell'Apollo 20 (Leonov e Rutledge).
Nella mia intervista, il Comandante dell'Apollo 19 mi ha fornito
latitudine e longitudine lunare, invitandomi a consultare il
luogo anche con il programma NASA World Wind, installabile
gratuitamente su sistema operativo Windows. Ebbene, facendolo si
può notare un riflesso verdastro - proprio di un qualcosa sulla
superficie - in corrispondenza di tali coordinate. Dalla
risposta nr. 11 della mia intervista, leggiamo cosa dice il
Comandante dell'Apollo 19:
<< [...] As I previously
answered in our private message the 2 objects are clearly
visible in AS15-P-9625 and AS15-P-9630 in the upper side of the
pic and just right of the mothership at coordinates 18.7S -
116.92E and 18.31S - 117.48E. You can notice they are absolutly
identical in their triangular shape. If you use a software like
NASA World Wind it could be easy to locate them and notice the
green metallic brilliance of the first object.>>
L'insider parla di una lucentezza metallica e verde. Ora, un
semplice riflesso verdastro sulla superficie lunare è un po'
troppo poco per avere una forte evidenza della presenza di
un'anomalia sul suolo lunare dalle spiccate simmetrie: tuttavia,
in effetti, consultando le due foto scattate dall'equipaggio
dell'Apollo 15 e sopra citate - ed altre foto che mostrano la
stessa porzione lunare sotto diverse condizioni di luce - si
evince che in effetti sembrebbe essere presente una sagoma
triangolare, seppure appena distinguibile.
Ora, cambiando luminosità e contrasto del dettaglio di una di
tali foto, si ottiene quello che ho riportato a fianco (vedi
figura): il triangolo è più evidente, seppure visto appena in
filigrana. Da solo questo piccolo indizio non è - naturalmente -
sufficiente.
Nondimento giorni fa Sabrina Pieragostini - la giornalista di
Mediaset che mi ha intervistato per lo speciale a cura di Studio
Aperto e del programma Mistero
condotto da E. Ruggeri - si è accorta che all'interno di uno dei
trailer del recente documentario Moon
Rising di Jose Escamilla
vi è documentata un'anomalia: la presenza sul suolo selenico di
un oggetto di forma triangolare, decisamente splendente sotto le
condizioni di luce in cui è stata fotografata quella porzione
lunare.
MI ha fatto partecipe di questo per via epistolare, dandomi il
permesso per citarla: ho controllato personalmente, ed
effettivamente in uno dei trailer diffusi dal documentarista
Escamilla su YouTube, lo stesso regista americano evidenzia un
oggetto triangolare. Si veda il seguente link per vedere il
breve filmato d'introduzione al lavoro del documentarista del
Nuovo Messico:
MOON RISING
L'oggetto dalla simmetria triangolare - decisamente molto
splendente - è visibile ai secondi 15-20 dall'inizio del
segmento video di promozione del documentario. Il trailer
inserito su YouTube da Escamilla s'intitola
UFO-The
Greatest Story Ever Denied Part II - Moon Rising Trailer.
Il documentario - il secondo capitolo di quella che sembra
essere una trilogia - è narrato da Carlos Figueroa. Per maggiori
informazioni si consulti il seguente link:
http://MoonRising-TheMovie.com
LA SONDA SPAZIALE CLEMENTINE IN ORBITA ATTORNO ALLA LUNA: 1994
Ora, né io né la giornalista Sabrina Pieragostini sappiamo se
effettivamente tale oggetto si riferisca o meno alla medesima
zona oggetto del caso Apollo 19-20, sulla faccia nascosta della
Luna e nei pressi del cratere indicato come Izsak D. Certo è che
- considerando le straordinarie foto a colori della Luna
consultate e divulgate al grande pubblico da J. Escamilla - una
risposta per ora è prematura: per esempio, l'archivio
fotografico della sonda spaziale
Clementine
(a quanto pare utilizzato da Escamilla per il suo documentario)
- lanciata dal DoD (Dipartimento della Difesa) nel gennaio 1994
- sembra blindato e solo poche fotografie sono di dominio
pubblico.
La missione Clementine lanciata dall'Aeronautica Militare
americana - frutto dello sforzo tecnico-scientifico del Naval
Research Laboratory (l'NRL) e del Lawrence Livermore National
Laboratory (in breve LLNL) - è più propriamente correttamente
consciuta dagli addetti ai lavori come missione Deep Space
Program Science Experiment, in breve DSPSE (e ribattezzata
"Clementine" per comodità).
Tuttavia molta della documentazione fotografica della
Clementine che prima era di pubblico dominio (diversi links
militari sono riportati anche da siti NASA pubblici e
liberamente accessibili), talvolta sembra difficilmente
raggiungibile: come le pagine al LLNL ed all'USGS (lo United
States Geological Survey).
La Clementine fra il 26 febbraio ed il 22 aprile 1994 ha
inviato a terra circa un milione ed ottocentomila immagini
digitali della Luna. Una mole impressionante di dati
fotografici, ad alta risoluzione, che ha consentito di
realizzare una nuova mappa globale lunare più dettagliata di
quelle precedenti.
Inoltre, nel dicembre 1996 fu il Pentagono ad annunciare ai
mass media che la strumentazione radar di bordo della sonda
aveva scoperto tracce d'acqua ghiacciata al polo sud lunare
(dunque prima dell'Agenzia Spaziale indiana, che ha dunque
corroborato solo poche settimane fa la scoperta dei Militari
americani).
Fra l'altro, uno degli scienziati di punta a capo del progetto
americano e presente alla conferenza stampa di allora, è stato
recentemente incriminato dall'FBI per aver clandestinamente
venduto segreti militari e scientifici ad enti Israeliani, ma
questa è un'altra storia.
LE PREVISIONI DI
WILLIAM RUTLEDGE: DUE SU TRE SI SONO AVVERATE
Nel corso dell'intervista del maggio 2007 (pubblicata in
Italia sulla rivista UFO
Notiziario nell'estate 2007), William Rutledge ci avvisò
di un incremento di avvistamenti UFO. Dalla risposta nr. 6
dell'intervista in inglese:
<<[...] It's the announcement
of "the wonder of it all" maybe, and 2012 is coming fast. I also
think that UFOs will appear more often starting from September
2007>>.
cioè, la sua divulgazione sarebbe cominciata per via
dell'annuncio del documentario The
Wonder of It All, il quale celebra i 12 uomini che
ufficialmente hanno calcato il suolo lunare.
Ma fra le motivazioni, anche il fatto che la data del 2012 si
sta avvicinando, e perché egli pensava che gli oggetti volanti
non identificati sarebbero apparsi più spesso a partire
dal settembre 2007. Se chiedete a qualunque studioso di
ufologia, egli non potrà esimersi dal confermare che l'anno 2009
(e soprattutto la sua estate) ha - statistiche alla mano -
mostrato un aumento significativo di segnalazioni di oggetti e
fenomeni non identificati nei nostri cieli. Come poteva il
misterioso "retiredafb" esserne a conoscenza nel 2007? Ha
semplicemente tirato ad indovinare?
Nel mio scritto in inglese intitolato
<<What Is Going on in Space?>>
del 27 dicembre 2007, divulgavo per la prima volta sul mio
portale Web cosa "retiredafb" - il dichiarato Willliam Rutledge
- mi confidò il primo luglio 2007: a partire dal settembre 2007,
si sarebbe dovuto assistere ad un incremento di fenomeni
celesti, fino al 2012. Puntualmente, sembra proprio che esso si
stia verifcando.
Nel mio scritto in inglese di allora portai come prova uno
snapshot della rivelazione di "retiredafb" (vedi figura, che
riproduco anche qui a lato). Vediamo i principali eventi celesti
che costituiscono a mio avviso delle evidenze di ciò:
1) Il 6 ottobre 2008
dall'Osservatorio di Mt. Lemmon dell'Università dell'Arizona
viene scoperto un asteroide in rotta di collisione con la Terra:
viene chiamato Asteroid 2008 TC3, ed è la prima volta che si
riesce a scorgere un oggetto celeste a poche ore di distanza
dall'impatto con la Terra. Il Meteosat-8 dell'European
Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites
riesce a fotograre
l'esplosione in atmosfera, sopra i cieli del Sudan:
un'esplosione dalla potenza di circa 1 kiloton. Fortunatamente
la dimensione del corpo - entrato in atmosfera alla velocità di
12,8 km/secondo - è relativamente modesta: da uno a 5 metri.
Dunque nessun pericolo per l'umanità e la popolazione sudanese.
2) Nel luglio 2009 un astrofilo australiano di nome Anthony
Wesley getta lo scompiglio nella comunità astronomica
internazionale: con il suo telescopio, intento ad osservare
Giove, si accorge di una strana e nuova macchia scura, che
sembra compatibile con un recentissimo impatto asteroidale o
cometario. Contatta i più importanti osservatori del mondo ed in
effetti, arriva quasi subito la conferma, anche dalla NASA: si
tratta di una probabile collisione con un corpo celeste di
natura cometaria o asteroidale. Anche lo Hubble Space Telescope,
dopo i telescopi delle Hawaii, immortala fotograficamente la
ferita nera come la pece nell'atmosfera gioviana (consultare in
proposito l'articolo della NASA intitolato
<<Hubble Space Telescope Rare
Jupiter Collision>>, del 24 luglio 2009.
3) 8 ottobre 2009, cleli dell'Indonesia: un altro asteroide
esplode in atmosfera terrestre: questa volta le dimensioni sono
maggiori rispetto a quello scoppiato sopra il Sudan: il
Corriere della Sera
dedica alla notizia la pagina 22 dell'edizione del 2 novembre
2009. Intitolato
<<Un super
asteroide fa scattare nel mondo l'allerta anti nucleare>>;
a firma di Giovanni Caprara, l'articolo pone l'accento sulla
preoccupazione degli specialisti della US Air Force ('USAF) e
della NASA. Il bolide è grande all'incirca 10 metri, e la
potenza dell'esplosione - pari al circa 50 kiloton -
preoccupa la popolazione indonesiana della costa di Bone, dove
si pensa inizialmente ad un terremoto.
L'altra previsione di
Rutledge - non avveratasi - indicava nel settembre 2007 il
momento in cui la NASA e l'Aeronautica MIlitare Americana
(l'USAF) avrebbero vuotato il sacco sulla storia dell'Apollo 20:
alla domanda 25/26 della mia intervista citavo infatti alcune
parole di "retiredafb": la NASA e l'USAF
<< [...] will be forced to
tell the whole story before September 2007>>.
Niente del genere è accaduto: tuttavia quanto ha dichiarato
nel luglio 2008 ad un programma radiofonico britannico l'ex
astronauta statunitense dell'Apollo 14 - il dr. Edgar Mitchell -
alcuni mesi dopo la data di scadenza indicata da "retiredafb",
lascia indubbiamente attoniti: non era mai accaduto che un
astronauta del Programma Apollo - e per giunta uno dei 12 uomini
ad aver calcato il suolo selenico - arrivasse ad ammettere
candidamente il cover-up su Roswell da parte del Governo, in
seguito al recupero nel 1947 di uno scafo alieno precipitato in
Nuovo Messico. E la visita extraterrestre sul nostro pianeta,
più in generale.
Il programma radio condotto da Nick Margerrison -
The Night
Before di Kerrang!Radio -
ha avuto il privilegio di dare la notizia per primo, durante
l'intervista con l'ex astronauta ed ufficiale americano della
Marina. Ecco alcune parole pronunciate dal dr. Mitchell durante
quel colloquio telefonico:
<<[...] I happen to have been privileged enough
to be in on the fact that we've been visited on this planet and
the UFO phenomenon is real ... all of It's been covered up by
our government for a quite long time.>>
"Oh, this is big!" pronuncia fra
l'incredulo ed il divertito Nick Margerisson. L'intervista
prosegue, e ad un certo punto Mitchell dice:
<<It's been well covered up by all our governments for the
last 60 years or so, but slowly it's leaked out and some of us
have been privileged to have been briefed on some of it.>>
Subito dopo Mitchell accenna a Roswell, la celebre
località del Nuovo Messico al centro nel 1947 di uno dei primi
casi di UFO crash (città che fra l'altro ha dato i natali
proprio al'ex astronauta):
<<I've been in military and
intelligence circles, who know that beneath the surface of what
has been public knowledge, that yes - we have been visited.>>.
"Siamo stati visitati". Le affermazioni di Mitchell sono così
dirompenti che Margerisson teme che l'ex astronauta e scienziato
statunitense lo stia prendendo in giro.
Queste incredibili affermazioni hanno così stimolato Alex
Baker - presentatore e produttore di Kerrang! Radio - a
telefonare alla NASA per chiedere un commento ufficiale sulle
esternazioni di Mitchell. Dopo un po' di tempo, pare che un
portavoce NASA abbia scritto ad Alex le seguenti parole di
risposta:
"Dear Alex,
NASA does not track UFOs. NASA
is not involved in any sort of cover up about alien life on this
planet or anywhere in the universe. Dr Mitchell is a great
American, but we do not share his opinion on this issue.
Thanks for the opportunity to
comment."
Una risposta diplomatica che non nega il fenomeno UFO, e che
tiene anche conto del profilo tecnico-scientifico e dello
spessore storico dell'ex astronauta Apollo, definito giustamente
un "grande americano", perché protagonista della conquista della
Luna e della storia della NASA.
IL POLIGONO DI LANCIO DELLA BASE AEREA DI VANDENBERG:
AL CENTRO DI PROGRAMMI SPAZIALI SEGRETI
Siccome in Rete m'imbatto spesso in scritti che denotano una
certa approssimazione nel discutere concetti e storia
dell'astronautica e del volo spaziale - in particolare a
proposito della Base di Vandenberg - lasciamo la parola ad un ex
militare statunitense e ad una firma prestigiosa del giornalismo
scientifico americano.
In un mio recente scritto pubblicato dal periodico
MarcaAperta -
bimestrale di cultura ed informazione distribuito in Veneto - ho
messo in luce le recenti dichiarazioni di Bob Dean al dibattito
del simposio di esopolitica di Barcellona, e quelle di un
vecchio articolo di Broad scritto nel 1989 per le pagine del
The New York Times. Ecco
un estratto del mio scritto:
[...]
Sia come sia, recentemente un ex sottufficiale dell'Esercito
Americano di nome Robert Orel Dean (nato in USA, nel 1929) – un
vero gentiluomo con cui ho avuto un rapporto epistolare che si è
concretizzato nella prefazione alla seconda edizione del mio
saggio “The American Armageddon” che egli ha cortesemente
accettato di firmare – ha portato all'attenzione del pubblico la
sua testimonianza di ex insider che ha raccolto negli anni
diverse indiscrezioni in merito a programmi spaziali segreti: in
occasione del dibattito all'European Exopolitics Summit 2009 -
tenutosi a Barcellona dal 25 al 26 giugno 2009 – Robert Dean
(Bob per gli amici) ha parlato di un “separate space program”
che gli Stati Uniti porterebbero avanti da decenni,
parallelamente a quello della NASA: cioè un programma spaziale
separato del Pentagono, finanziato con il cosiddetto black
budget. Questo programma spaziale avrebbe utilizzato come
poligoni di lancio la base aerea di Vandenberg (in California)
ed altre installazioni segrete ubicate nello Utah, in Nevada, e
perfino su alcune isole del Pacifico, come l'atollo di Kwajalein.
La base dell'USAF (l'Aeronautica Militare Americana) di
Vandenberg è proprio la base da cui sarebbe partito un razzo
Saturno V che avrebbe spedito nello Spazio sia l'Apollo 19, sia
l'Apollo 20. Ora, qualora tali missioni spaziali – ufficialmente
mai avvenute – abbiano veramente avuto luogo, che siano partite
da un atollo nel Pacifico (l'Isola di Diego Garcia nell'Oceano
Indiano è un altro luogo che costituisce un poligono di lancio
spaziale) oppure proprio dalla costa californiana, poco importa.
Infatti proprio alla fine degli anni'80 il Dipartimento della
Difesa statunitense (DoD) smantellò un segreto complesso
spaziale pensato per operare parallelamente alla NASA, e dal
costo di 5 miliardi di dollari. Tale complesso – ci racconta il
giornalista William J. Broad in un articolo pubblicato il 7
agosto 1989 sulle pagine del The New York Times, e dal titolo
“Pentagon Leaves the Shuttle Program” – si divideva fra il
Colorado e la California.
Proprio in California, a Los Angeles, era localizzato un
organico di 32 astronauti americani, tutti militari, destinati a
pilotare ed utilizzare navette Space Shuttle, che sarebbero
partite proprio dalla base di Vandenberg. Il programma spaziale
militare raggiunse il suo apice – ci dice Broad – negli anni
1984-85, con 4200 persone impegnate nei lavori.
Il tragico incidente accaduto allo Space Shuttle Challenger, nel
1986, ha giocato un ruolo determinante nell'affossare il
programma segreto del Pentagono.
da
Programmi
spaziali segreti,
di Luca Scantamburlo, ©
MarcaAperta, nr.5, anno VIII, ottobre-novembre 2009,
pagina 8
Aggiungo e commento quanto segue:
non solo dalla Base di Vandenberg è partita la sonda spaziale
Clementine nel 1994 - destinazione Luna - ma proprio da tale
base dell'USAF fu lanciato nel 1983 anche il celeberrimo
telescopio spaziale all'infrarosso denominato IRAS. Non si
capisce dunque come si possa affermare che dalla base di
Vandenberg non è possibile lanciare grandi vettori spaziali,
quando documentazione ufficiale e storia dell'astronautica
dimostrano proprio il contrario. La stessa NASA presenta fra la
sua documentazione on-line un grafico in cui si evidenzia
proprio i due poligoni di lancio per la flotta Space Shuttle:
quello del Kennedy Space Center in Florida e quello di
Vandenberg (vedi la foto riprodotta a lato).
Questo non significa che dalla base di Vandenberg sia
effettivamente partito un Saturno V in missione segreta, ma
dimostra che nulla vieta che sia stato possibile farlo in
passato. E questo a prescindire che un Saturno V sia
effettivamente partito da lì, oppure dal Pacifico o dall'Oceano
indiano.
A proposito della possibile caduta degli stadi del razzo su
territorio urbano, si legga in proposito la sensata osservazione
di "moonwalker1966delta" nel corso della mia intervista
(risposta nr.1), una repica alla obiezione sollevata da un
pilota americano che mi scrisse anni fa (e che non escluse la
possibilità di un lancio segreto da Vandenberg, anche se egli
era più propenso ad un possibile lancio dal poligono dell'Isola
di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, isolato e lontano da occhi
indiscreti).
In conclusione: chiunque siano "retiredafb" e
"moonwalker1966delta", sono dell'avviso che difficilmente siano
dei semplici burloni od un burlone che gioca su due fronti,
recitando due psicologie e due caratteri.
Il caso dell'Apollo 19-20 - nella mia opinione argomentata
dalle mie inchieste e discussioni che durano da più di due anni
- è un'operazione d'intelligence. Cosa, fra l'altro, già così
definita pubblicamente da altri nell'ottobre 2007, anche se con
una diversa chiave di lettura dell'intera storia.
La vicenda e quanto è emerso fino ad oggi dalla discussione,
rientra probabilmente in quel piano di divulgazione della realtà
aliena approntato per l'opinione pubblica decenni fa (vedi le
dichiarazioni del Senatore americano B. Goldwater in una sua
lettera datata metà anni '70, oppure il controverso documento
del "Public Acclimation Program" emerso nei primi anni '90).
Oppure potrebbe trattarsi di un analogo programma ma separato
da questo, e concepito da alcuni insider dell'ambiente
politico-militare di Washington e non solo di Washington,
stanchi del segreto apposto su caso Roswell e su tutto quello
che ne è derivato. Delle "schegge impazzite" del sistema -
magari tollerate dalle alte sfere - e che appartengono a
personale in pensione dell'USAF e della NASA in primis, ma non
solo.
Siano essi individui in riserva od in servizio, essi hanno
deliberatamente distorto informazioni biografiche personali
recitando un qualche copione (vedi la residenza di William
Rutledge in Africa, la sua età ed il suo statuto di pilota di
test di volo civile ma impiegato dall'USAF, una contraddizione
in termini se ci si ferma a riflettere: un pilota impiegato
dall'USAF in quell'epoca, e volontario per il progetto
MOL-GEMINI, doveva essere per forza un militare addestrato al
volo, non certo un semplice civile).
Mescolando filmati autentici con video falsi ed inserendoli in
un contesto storico-scientifico dettagliato, essi stanno forse
cercando di sondare il terreno non solo dell'opinione pubblica e
degli ufologi, ma anche di enti e comunità politiche al fine di
lanciare segnali controversi di disclosure, che potrebbero
presto spingere qualche ente governativo od un Paese ad una
parziale ammissione dell'esistenza di strutture artificiali
sulla Luna, cioè di segni di vita intelligente aliena. Penso a
Paesi come il Giappone, l'India o la Cina.
Eredità di insediamenti, colonie o veicoli abbandonati in un
remoto passato da antiche civiltà non terrestri. Una possibilità
- questa della scoperta di segni di vita intelligente su altri
pianeti del Sistema Solare - contemplata dal cosiddetto Rapporto
Brookings voluto dalla NASA alla fine degli anni'50, redatto
dall'autorevole Brookings Institution di Washington, D.C., e
discusso al Congresso americano (alla Camera dei Rappresentanti,
nell'ambito del Comitato sulla Scienza e l'Astronautica)
nell'aprile 1961. Il rapporto è dedicato agli studi proposti
sulle implicazioni delle attività spaziali per le attività
umane. Studi soprattutto sociologici ed antropologici.
In alcune sue pagine - in sintesi - si suggeriva anche la
possibilità di nascondere all'opinione pubblica una tale
scoperta, che potrebbe mettere in crisi la nostra civiltà e
determinare l'annientamento di molti dei suoi valori, fino alla
possibile disintegrazione della società stessa (vedi il
paragrafo
The
implications of a discovery of extraterrestrial life,
contenuto nel rapporto
Proposed
Studies on the Implications of Peaceful Activities for Human
Affairs).
© Luca Scantamburlo
08 novembre 2009
Su gentile concessione dell'Autore
Reproduction is allowed on the Web if accompanied by the
statement © L. Scantamburlo -
www.angelismarriti.it
Reproduced by permission.
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